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Pensione e contributi figurativi disoccupazione: quando possono essere utilizzati

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Nell’utilizzo dei contributi figurativi per la pensione, a volte, c’è un limite. Vediamo come e quando possono essere utilizzati.

I periodi in cui il lavoratore percepisce indennità di disoccupazione sono coperti da contribuzione figurativa, è lecito, quindi, chiedersi se questa contribuzione è valida o meno per il raggiungimento del requisito contributivo necessario per accedere alla pensione.

Rispondiamo ad un nostro lettore che ci ha chiesto:

Buongiorno sono un dipendente della pubblica istruzione con periodi prestati in qualità di insegnante e altri in qualità di personale ata. Durante il lunghissimo precariato ho avuto l’indennizzo della disoccupazione requisiti ridotti dal 1991 al 1996. Vorrei sapere se questi periodi di disoccupazione sono utili ai fini del calcolo del periodo lavorativo per andare in pensione. Vi ringrazio per la risposta.

Contributi figurativi Naspi

La Naspi, così come prima l’Aspi, mini Aspi e Asdi,  da diritto a contribuzione figurativa utile per la pensione.  I contributi figurativi derivanti da indennità di disoccupazione sono validi, generalmente, sia per il diritto che per la misura della pensione e, quindi, possono essere utilizzati sia per il raggiungimento dei requisito contributivo che per il calcolo dell’assegno.

La pensione anticipata prevede utilizzo illimitato per il diritto alla prestazione e sono validi per il raggiungimento dei 20 anni di contributi necessari all’accesso.

Per la pensione anticipata ordinaria, invece, si pone un limite nel raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Generalmente sono necessari almeno 35 anni di contributi per il raggiungimento dei quali non possono essere considerati i contributi figurativi della disoccupazione ma bisogna fare un distinguo: nel caso il lavoratore abbia almeno 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995, infatti, 35 anni di contributi dei 42 anni e 10 mesi necessari (41 anni e 10 mesi per le donne) devono essere raggiunti senza tenere conto dei contributi figurativi della disoccupazione se questi ricadono nel sistema retributivo.

Altra limitazione imposta nell’utilizzo della contribuzione figurativa da disoccupazione riguarda coloro che non hanno contributi accreditati prima del 31 dicembre 1992: in questo caso i periodi che possono essere utilizzati sono entro il limite dei 5 anni.

Importante precisare, poi, che il limite dei 35 anni di contributi effettivi vige anche per coloro che accedono alla quota 100 ed alla quota 41: anche in questi casi, quindi, per poter utilizzare i contributi figurativi da disoccupazione per il raggiungimento del requisito contributivo è necessario avere almeno 35 anni di contribuzione effettiva.

L’opzione donna, infine, richiede che tutti i contributi necessari all’accesso (35 anni) siano computati senza tenere conto della contribuzione figurativa derivante da malattia e disoccupazione indennizzata.

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