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Pensione dopo cassa integrazione, con quota 100 o per invalidi: i chiarimenti

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Vediamo quali sono le possibilità di pensionamento con la quota 100, per un lavoratore invalido e per un lavoratore al termine della cassa integrazione.

  • Sono insegnante scuola materna nata il 10/08/1959 con anni 40 di contributi, posso fare domanda entro l’anno per quota 100 e andare in pensione nel 2021?

Compiendo i 62 anni nel 2021 e avendo abbondantemente raggiunto il requisito contributivo richiesto, può presentare domanda di cessazione dal servizio entro la fine dell’anno (o entro la data stabilita dal MIUR con apposita circolare in prossimità della fine dell’anno) e accedere al pensionamento con quota 100 dal 1 settembre 2021.

  • Ho 58 anni sono in cassa integrazione da marzo il mio datore di lavoro mi ha detto di pensare di andare in pensione perché a fine anno molto probabilmente mi licenzia non so ancora quanti anni ho di contributi se  arrivo ad averne 35 faccio autista di mezzi pesanti

Purtroppo con 58 anni di età un uomo può accedere al pensionamento soltanto se raggiunge i 41 anni di contributi e appartiene alla categoria dei lavoratori precoci, o nel caso che abbia maturato i 42 anni e 10 mesi di contributi necessari per accedere alla pensione anticipata prevista dalla Legge Fornero.

In ogni caso se dovesse essere licenziato avrà diritto all’indennità di disoccupazione per un periodo pari alla metà delle settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni. Durante tutto il periodo in cui percepirà l’indennità di disoccupazione avrà diritto anche alla contribuzione figurativa (che le spetta anche per il periodo di cassa integrazione) Il mio consiglio, in questo momento, è quello di informarsi sul numero di anni di contributi versati per capire che strada intraprendere al termine della Naspi.

  • Sono un  dipendente  scolastico   ho iniziato  a lavorare  nel 1991 sempre  nella scuola  con circa 30 di contributi, sono  nato il 1962 , invalido civile al 80 percento dal 2014 .quando  posso  andare in pensione? Con quale misure? A chi mi devo rivolgere?

Con 58 anni di età e 30 anni di contributi, anche se invalido, non ha possibilità di pensionamento nell’immediato. Fermo restando che per gli ultimi 6 anni, dal riconoscimento di invalidità superiore al 74%, ha diritto alla maggiorazione contributiva di 2 mesi per ogni anno lavorato con i requisiti sanitari richiesti, le uniche misure che consentono il pensionamento di un dipendente pubblico con invalidità sono l’Ape sociale (che però richiede almeno 63 anni) e la quota 41 (che richiede di essere un lavoratore precoce oltre alla maturazione dei 41 anni di contributi).

Essendo un dipendente pubblico, infatti, non può accedere alla pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi che è riservata ai dipendenti del settore privato e agli autonomi.

 

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