Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

Pensione di vecchiaia senza il requisito dell’importo, in quali casi si applica?

WhatsApp
Telegram

Il requisito dell’importo dell’assegno si applica solo a chi ricade nel sistema contributivo puro. Anche pochi mesi accreditati prima del 1996 fanno ricadere nel sistema misto.

In alcuni casi specifici la pensione di vecchiaia oltre al requisito anagrafico e a quello contributivo, richiede anche quello dell’importo dell’assegno previdenziale che non deve essere di importo inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale INPS. Si tratta, quindi, di ricevere una pensione che, per forza di cose, deve essere superiore a 702 euro mensili.

Questo requisito riguarda solo coloro che ricadono nel sistema contributivo puro, ovvero per chi ha iniziato a versare i propri contributi a partire dal 1996 o ha optato per il computo in Gestione Separata. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno,

sono una docente in ruolo dal 2017, ho maturato prima del 2017 10 anni di servizio da precaria (con Naspi per i periodi estivi), ho avuto contratti part-time in alcuni anni da precaria, e 71 settimane di contribuzione nel settore privato prima del 1996. Chiedo se maturando i 20 anni di contributi accederò alla pensione di vecchiaia senza tener conto del requisito del calcolo dell’assegno pari a 1.5 il minimo sociale, oppure visto che ho una piccola contribuzione prima del 1996 per me si applicherà solo il requisito di età anagrafica e di 20 anni di contributi.

Grazie

Pensione di vecchiaia, 2 o 3 requisiti?

La piccola contribuzione che ha versato prima del 1996 la fa ricadere nel sistema di calcolo misto. E questo le garantisce due diritti molto importanti:

  • integrazione al trattamento minimo della pensione nel caso ricorrano i requisiti reddituali previsti dalla Legge;
  • accesso alla pensione di vecchiaia indipendentemente dall’importo dell’assegno previdenziale.

Deve avere cura, al momento della domanda di pensione, di procedere al cumulo gratuito dei contributi per valorizzare anche quelli versati in gestioni diverse da quella pubblica. In alternativa può procedere anche con la ricongiunzione onerosa, ma non so anticiparle quanto potrebbe costarle la cosa. Valorizzando i contributi versati nel settore privato, quindi, si esime dal dover rispettare il requisito dell’importo che, soprattutto con il calcolo contributivo e con pochi anni di contributi, fa rischiare realmente di veder slittare il proprio pensionamento a 71 anni.

WhatsApp
Telegram
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

TFA sostegno VIII ciclo: Scegli il corso di preparazione di Eurosofia a cura del Prof. Ciracì e dell’Avv. Walter Miceli che prepara a tutte le prove