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Pensione di vecchiaia: quando per i contributivi puri il rischio è di riceverla a 71 anni?

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In alcuni casi coloro che ricadono interamente nel sistema contributivo rischiano di veder liquidata la pensione di vecchiaia solo al compimento dei 71 anni.

Il rischio più grande che corrono coloro che ricadono interamente nel sistema contributivo pure è di veder slittare il pensionamento di vecchiaia dai 67 ai 71 anni a causa dell’importo troppo basso dell’assegno spettante. Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Volevo chiedere un’informazione ho 45 anni e ho iniziato a lavorare da giugno del 1996 volevo sapere se avendo ad oggi più di 20 anni di contributi a 67 anni avrò diritto alla pensione di vecchiaia oppure dovrò aspettare 71 anni? Un’altra informazione secondo il mio calcolo conteggiando anche i contributi figurativi della naspi arriverei a 23 anni Di contribuzione mentre se conteggio quello che viene considerato dall’Inps senza questi contributi figurativi ne ho 21. Al momento della passione di vecchiaia vengono considerati tutti i contributi compresi quelli figurativi oppure no?
Grazie e scusate il disturbo

Pensione di vecchiaia a 71 anni

La pensione di vecchiaia richiede almeno 20 anni di contributi ma per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 oppure opta per il computo in Gestione Separata non basta soddisfare i due requisiti richiesti alla generalità dei lavoratori (67 anni di età e 20 anni di contributi) ma sarà necessario soddisfarne anche un terzo: l’importo dell’assegno spettante deve essere pari o superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale INPS (che per il 2021 è pari a 460 euro circa ed è necessario, quindi, avere un importo di pensione di circa 690 euro).

Se, quindi, al raggiungimento dei 67 anni la pensione di vecchiaia spettante ha un importo inferiore a quello previsto dalla normativa, il lavoratore di vede rimandare il pensionamento di 4 anni, al compimento dei 71 anni.

Nel suo caso, essendo molto giovane, se continua a lavorare e versare contributi non corre sicuramente il rischio sopra descritto. Se, invece, ha intenzione di smettere di lavorare avendo raggiunto il minimo di contributi necessari alla pensione le consiglio di farsi fare una simulazione dell’importo spettante (che può trovare, tra l’altro, anche nel servizio messo a disposizione dall’INPS “La mia pensione”) per capire se rispetta anche il requisito dell’importo per non rischiare di ritardare la pensione ai 71 anni (più eventuale aumento per adeguamento all’aspettativa di vita ISTAT).

Per rispondere, poi, all’altra sua domanda i contributi figurativi della Naspi sono considerati sia per il diritto che per il calcolo della pensione di vecchiaia e pertanto può considerare di avere 23 anni di contributi versati ad oggi.

 

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