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Pensione di vecchiaia: eventuali finestre e diritto al trattamento minimo

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Con la pensione di vecchiaia non è detto che sia riconosciuto solo il trattamento minimo, l’importo potrebbe essere più alto ma anche più basso.

La pensione di vecchiaia, attualmente, si raggiunge al compimento dei 67 anni e alla maturazione dei 20 anni di contributi versati. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Pensione di vecchiaia. Buongiorno, il 13 dicembre 2023 compirò 67 anni e dovrei andare in pensione con la minima avendo circa 23 anni di contributi versati e circa 4 anni figurativi compreso il servizio militare. Faccio presente che il calcolo sarà misto, in quanto al 31/12/1995 non avevo raggiunto i 18 anni contributivi.
Faccio presente che gli anni contributivi sono così composti:
47 giorni agricolo
6 mesi artigianato
21 anni come dipendente.
A tale proposito chiedo se andrò in pensione a 67 anni compiuti , oppure c’è qualche finestra da rispettare e se l’importo sarà proprio il minimo oppure mi toccherà qualcosa in più.
Grazie anticipatamente.

Pensione di vecchiaia, chiarimenti

Partiamo dalla fine: per la pensione di vecchiaia non ci sono finestre mobili. Il trattamento spetta dal primo giorno del mese successivo a quello di raggiungimento dei requisiti. Nel suo caso, quindi, compiendo i 67 anni a dicembre 2023, avrà diritto alla pensione di vecchiaia dal 1 gennaio 2024. Ma deve presentare domanda di pensione qualche mese prima della decorrenza, anche ad ottobre 2023 potrebbe iniziare con la presentazione.

In questo modo avrà certezza di avere la liquidazione del primo rateo della pensione dalla sua decorrenza.

Per quanto riguarda l’importo non è detto che sia proprio pari al trattamento minimo. Il tutto, ovviamente, dipende dai contributi versati e dalle retribuzioni dalle quali sono stati calcolati. Potrebbe, quindi, essere più alto ma anche più basso. Ed è bene precisare che l’integrazione al trattamento minimo (che per il 2022 è pari a 525 euro) spetta solo se si rispettano determinati requisiti reddituali personali e coniugali.

In ogni caso potrebbe recarsi presso un patronato di fiducia (anche quello che le presenterà domanda) e chiedere anche una simulazione dell’importo lordo e netto della pensione che le spetterà.

 

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