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Pensione di vecchiaia a 67 anni, quando il riscatto aiuta per il diritto

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In alcuni casi riscattare gli anni di studio permette di centrare il diritto alla pensione di vecchiaia.

Può capitare di arrivare al compimento dei  67 anni senza aver raggiunto i 20 anni di contributi necessari per il diritto alla pensione di vecchiaia. In alcuni casi, però, il riscatto degli anni di studi universitari o equiparati potrebbero aiutare. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buonasera, sono un insegnante di scuola secondaria, insegno dal 2011, sono andata in ruolo nel 2015. in precedenza ho lavorato con ritenuta d’acconto quindi a livello pensionistico non mi è di nessuno aiuto.

Avendo 60 anni do età, non posso andare in pensione quando avrò 67 anni perchè non avrò maturato 20 anni di lavoro, dovrò così lavorare fino all’età di 71 anni.

La mia domanda è la seguente: Potrebbe essere utile  nel mio caso riscattare gli anni del Diploma dell’Accademia di Belle Arti? ( Mi sono diplomata nell’anno Accademico 1985/86).

Pensione di vecchiaia con o senza riscatto?

Avendo iniziato a versare contributi solo nel 2011 si ritrova nel 2022 con 11 anni di contributi. Anche continuando a lavorare fino al compimento dei 67 anni non arriverebbe ai 20 anni di contributi necessari.

Certamente potrebbe chiedere il trattenimento in servizio e continuare per gli altri due anni che le mancano, ma non so se potrebbe accedere alla pensione di vecchiaia a 69 anni. Si tratterebbe di una pensione contributiva e dovrebbe, quindi, avere l’importo minimo richiesto in questo caso di almeno 1,5 volte l’assegno sociale INPS (circa 700 euro mensili). Se non avesse questo importo dovrebbe continuare a lavorare fino ai 71 anni per accedere, indipendentemente dall’importo, alla pensione a 71 anni.

Certamente riscattare il Diploma in questione la aiuterebbe a pensionarsi a 67 anni. Riscattando solo 2 anni, infatti, non solo raggiungerebbe i 20 anni di contributi minimi che le servono, ma farebbe anche ricadere la sua pensione nel calcolo misto e questo le porterebbe due vantaggi. Da una parte le eviterebbe di rispettare il requisito dell’importo dell’assegno, non richiesto per le pensioni in calcolo misto. Dall’altra le consentirebbe di avere la possibilità di veder integrata la sua pensione al minimo (se rientra nei requisiti che la cosa richiede) in caso abbia un importo troppo basso.

Le consiglio, in ogni caso, di consultare un patronato di fiducia che, estratto conto contributivo alla mano, le potrà dare delle indicazioni più precise sulla quantità di contributi di cui necessita.

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