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Pensione di vecchiaia a 67 anni: niente aumenti dell’età pensionabile fino al 2025

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Pensioni con requisiti bloccati fino al 31 dicembre 2024. Vediamo nello specifico.

Il decreto del Ministero dell’Economia dello scorso 27 ottonbre ci fa tirare un sospiro di sollievo per quel che riguarda la pensione di vecchiaia. L’età di accesso di 67 anni rimarrà congelata fino al 31 dicembre 2024, il prossimo aumento dell’età pensionabile per adeguamento all’aspettativa di vita ISTAT, quindi dovrebbe scattare il 1 gennaio 2025, sempre che l’aspettativa sia in aumento per tale data.

Il COVID blocca le pensioni

Nel decreto del Ministro, infatti, si legge che  “A decorrere dal 1° gennaio 2023, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici non sono ulteriormente incrementati” e che quindi per il 2023 e per il 2024 l’età di accesso alla pensione di vecchiaia rimarrà bloccata a 67 anni.

Le future modifiche che potrebbero portare ad un aumento dell’età pensionabile nel 2025 si legheranno, in ogni caso, alla speranza di vita calcolata dal 1 gennaio 2023.

A dare una mano in tal senso è stato il COVID che ha portato la speranza di vita dei sessantacinquenni a variare in negativo di 3 mesi (la media dei valori 2019/2020 rapportati a quelli del 2017/2018).

Ma la riduzione della speranza di vita, come possiamo constatare, non porta ad un abbassamento dell’età pensionabile poichè, per legge, le variazioni dei requisiti di pensionamento non possono variare in negativo.

E’ la seconda volta da quando il meccanismo dell’adeguamento è stato introdotto, che non si registra un incremento dell’età pensionabile aumentata di 3 mesi nel 2013, di 4 mesi nel 2016 e di 5 mesi nel 2019.

Nel 2021 l’incremento è stato nullo e pertanto l’età pensionabile è rimasta invariata. Nel 2023 andrà in negativo di 3 mesi e proprio per questo non ci sarà nessun aumento neanche il prossimo biennio.

Non solo pensione di vecchiaia

Ovviamente resteranno bloccati tutti i requisiti di accesso alle misure soggette all’incremento. Anche l’accesso all’assegno sociale, quindi, resta bloccato a 67 anni, così come i requisiti di accesso alle pensioni contributive restano fissati a 64 anni per l’anticipata e a 71 anni per quella di vecchiaia con soli 5 anni di contributi.

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