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Pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, quando viene riconosciuta a insegnanti della scuola dell’infanzia?

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Attenzione alla pensione di vecchiaia con requisiti ridotti per lavoratori gravosi: è necessario allegare il modello AP116.

Per i lavoratori gravosi che rispettano determinati requisiti è possibile accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi avendo versato almeno 30 anni di contributi. Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Buon giorno sono un insegnante della scuola dell’infanzia  ho 66 anni compiuti a gennaio il 12 ho 33 anni di servizio 20 anni svolti nell infanzia ho fatto domanda  per accedere alla pensione  ma l’INPS mi nega l’ accesso  dicendomi  che non i requisiti  per la pensione  precoce.Io leggendo una vostra email  avevo  capito che le insegnanti  dell’infanzia  potevano accedere  alla pensione  di vecchiaia a 66 anni e sette  mesi  perché  il lavoro era considerato gravoso.chiedo chiarimenti  in merito  Distinti saluti .

Pensione insegnante infanzia

L’insegnante della scuola dell’infanzia rientra nei cosiddetti lavori gravosi e proprio per questo ha diritto di accedere alla pensione con delle agevolazioni. Alla pensione di vecchiaia, infatti, può accedere con 66 anni e 7 mesi a patto che:

  • abbia maturato almeno 30 anni di contributi;
  • abbia svolto la mansione gravosa per almeno 6 anni dei 7 anni che precedono la pensione (o in alternativa per almeno 7 anni dei 10 che precedono la pensione).

Se, quindi, svolge ancora la professione di insegnante di scuola dell’infanzia la pensione a 66 anni e 7 mesi le spetta visto che il requisito contributivo lo ha pienamente raggiunto. Attenzione, per questa tipologia di pensione, però, insieme alla domanda va presentato anche il modello AP116 in cui il datore di lavoro deve indicare :

  • il periodo in cui è stata svolta la mansione gravosa;
  • il contratto di lavoro applicato;
  • livello di inquadramento;
  • la mansione svolta dal dipendente con relativi codici professionali.

Qualora non fosse possibile far compilare il modello in questione al proprio datore di lavoro (ma non è il caso del dipendente della pubblica amministrazione) è possibile sostituirlo con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si attestino gli stessi dati. Se non ha allegato questo modello alla domanda di pensione la stessa potrebbe essere stata respinta per questo motivo.

Per approfondire è possibile consultare Circolare INPS numero 100 del 16 giugno 2017 e il messaggio INPS 208 del 17 gennaio 2019.

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