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Pensione di reversibilità al nipote disabile, spetta se è maggiorenne?

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La pensione di reversibilità deve essere riconosciuta anche ai nipoti maggiorenni e inabili che al momento del decesso vivono a carico dei nonni.

La pensione di reversibilità spetta, solitamente, sempre al coniuge e ai figli. Ma i nipoti sono equiparati ai figli e, quindi, in determinate condizioni spetta anche a loro la pensione ai superstiti alla morte dei nonni. Rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che chiede:

Buongiorno, sono un nonno preoccupato. Genitore di un unico figlio che è venuto a mancare da qualche anno, sono rimasto tutore legale di un nipote disabile. La mamma del ragazzo ha abbandonato il tetto coniugale quando il figliolo aveva pochi mesi e da allora di lei non abbiamo avuto più notizie. Con la morte del padre il ragazzo, che non è in grado di lavorare, è rimasto a mio carico e vive con me. Lo mantengo con la mia pensione e, da quando sono rimasto vedovo, mi prendo cura di lui da solo. Ora la mia preoccupazione è che alla mia morte mio nipote possa rimanere privo di sostentamento visto che la pensione di invalidità civile che percepisce (290 euro circa) non gli permetterebbe di certo di mantenersi. Gli spetterà la mia pensione di reversibilità con la quale, eventualmente, pagarsi il ricovero presso un istituto? Fiducioso in una vostra risposta vi invio distinti saluti.

Pensione di reversibilità al nipote

Se mi avesse posto questa domanda qualche mese fa le avrei risposto che solo i nipoti minorenni avevano diritto alla pensione di reversibilità dei nonni. Perchè questo prevedeva la normativa.

Ma la sentenza 88 della Corte Costituzionale del 5 aprile 2022 cambia radicalmente questa interpretazione perchè definisce incostituzionale l’articolo 38 del DPR 818 del 1957 nella parte in cui esclude i nipoti maggiorenni inabili o studenti dalla possibilità di fruire della pensione di reversibilità dei nonni. Quando, ovviamente, risultino orfani e a carico del nonno stesso.

Nel caso dei nipoti, infatti, la pensione di reversibilità non era riconosciuta al momento del raggiungimento della maggiore età, anche se inabili al lavoro.

I Giudici hanno evidenziato che la pensione ai superstiti è  “una forma di tutela previdenziale ed uno strumento necessario per il perseguimento dell’interesse della collettività alla liberazione di ogni cittadino dal bisogno ed alla garanzia di quelle minime condizioni economiche e sociali che consentono l’effettivo godimento dei diritti civili e politici (art. 3, secondo comma, Cost.) con una riserva, costituzionalmente riconosciuta, a favore del lavoratore, di un trattamento preferenziale (art. 38, secondo comma, Cost.) rispetto alla generalità dei cittadini (art. 38, primo comma, Cost.)”.

Se viene a mancare il pensionato la pensione di reversibilità deve garantire il sostentamento ai familiari che vivevano a suo carico. E questo deve coinvolgere anche i nipoti se orfani e viventi  a carico del nonno al momento del decesso. Sia per quel che riguarda i minorenni sia per quel che concerne i maggiorenni totalmente inabili al lavoro.

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