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Pensione contributiva o con la rendita: quali possibilità di uscita?

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Meglio la pensione anticipata, quella contributiva o la pensione con la rendita? Vediamo il caso.

Per chi ha iniziato a versare i propri contributi a partire dal 1996 (o per chi, avendo una posizione aperta nella Gestione Separata INPS, ha possibilità di effettuare computo in questa gestione) vi è la possibilità di approfittare delle misure previdenziali contributive, oltre che di quelle dedicate alla generalità dei lavoratori, per la quiescenza.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno Da ottobre 1998 lavoro a tempo indeterminato in un azienda privata come impiegata con mansioni esterne assicurative.
Prima di essere assunta ho lavorato sempre nella stessa azienda come collaboratore con gestione separata da febbraio 1997 a settembre 1998.
Usufruisco della 104 di mia madre invalida al 100% ma non ho la residenza con lei.
Sono divorziata ed ho 2 minori a carico.
Ho 48 anni e un fondo pensione privato che verso regolarmente da 8 anni e un fondo pensione interno aziendale dove confluisce anche mio tfr dal 2002.
Vorrei gentilmente sapere quando potrò andare in pensione o meglio pensione anticipata e se serve riscattare  oggi laurea di 4 anni.
Grazie in anticipo per la vs risposta per mail.

Pensione contributiva o con la rendita?

Partendo dal presupposto che è oggettivamente troppo giovane per poter accedere alla pensione, possiamo scandagliare quelle che sono le sue possibilità di pensionamento per il futuro.

Da una parte, non avendo contributi versati prima del 1996 (ed avendo anche una posizione aperta nella Gestione Separata che le permetterebbe il computo in essa) può ambire alla pensione anticipata contributiva che richiede 64 anni ed almeno 20 anni di contributi nel sistema contributivo puro più un assegno che sia almeno di 2,8 volte l’assegno sociale INPS (pensione di circa 1280 euro mensili).

In ogni caso avendo versato contributi dal 1997 ha già maturato 24 anni di contributi e ne mancherebbero solo 12 circa per accedere alla pensione anticipata ordinaria con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne che potrebbe, quindi, raggiungere (se la sua carriera lavorativa sarà continua per i prossimi anni) a circa 60 anni. Se dovesse, poi, decidere di riscattare i 4 anni di Università potrebbe accedere alla misura anche 4 anni prima, a 56 anni circa.

Altra possibilità, da prendere in considerazione solo nel caso non le sia possibile accedere alle altre due illustrate, è rappresentata dalla RITA che permette l’accesso alla pensione integrativa con la rendita temporanea a chi è titolare di un fondo pensione complementare. Sono necessari 62 anni per chi presta ancora attività lavorativa e 57 anni per chi risulta, invece, disoccupato da almeno 24 mesi. Per maggiori approfondimenti è possibile leggere l’articolo: Pensione anticipata con la rendita da 62 anni, ma solo per alcuni lavoratori

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