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Pensione con quota 100: tutti i contributi che possono tornare utili al diritto

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Pensione Quota 100

Anche se dal primo gennaio 2022 la quota 100 scomparirà, molti lavoratori che hanno completato i requisiti nel 2021 potranno sfruttare la misura in futuro, con la cristallizzazione del diritto. Per questo è necessario capire quali sono i contributi davvero utili alla quota 100.

È vero, la quota 100 nel 2022 non ci sarà più. La sperimentazione triennale della misura termina infatti il 31 dicembre 2021. Ciò non vuol dire che non ci saranno lavoratori che continueranno ad uscire con la misura negli anni successivi.

Tutto dipende dalla data di completamento dei requisiti che se ricade nei 3 anni di sperimentazione della misura, e quindi di funzionamento della stessa, darebbe diritto ad usare la quota 100 anche in futuro. Una possibilità che nasce dalla regola non scritta della cristallizzazione del diritto.

Secondo tale regola, chi matura i requisiti per una determinata misura previdenziale, e quindi anche per quota 100, mentre la misura è attiva, congela di fatto il diritto ad uscire anche in periodi successivi.

Proprio in funzione di tutto questo, occorre capire quali sono i contributi utili alla quota 100, perché potrebbero esserci lavoratori che non sanno di avere i contributi utili alla misura già completati o che si completeranno entro la fine del corrente anno.

La quota 100, i requisiti in sintesi

La quota 100 è una misura previdenziale a tutto tondo, perché non ha particolari limitazioni di platea. Infatti è destinata a lavoratori dipendenti del settore privato, a lavoratori del Pubblico Impiego e agli autonomi.

Ed è una misura che non prevede penalizzazioni, perché il suo calcolo è con il sistema misto, nel senso che in base alla carriera di ogni beneficiario, il calcolo è con il retributivo e con il contributivo i quote.

Ed anche dal punto di vista dei requisiti, occorre sostanzialmente centrare almeno i 62 anni di età ed almeno i 38 anni di contributi. E la data entro cui completare entrambi i requisiti è il 31 dicembre 2021.

Dei 38 anni di contribuzione almeno 35 devono essere effettivi, cioè non ci devono essere contributi figurativi da disoccupazione indennizzata o da malattia. Contributi questi, sempre utili per la misura della prestazione, ma non per il diritto se non si arriva a 35 anni effettivi. Solo i lavoratori iscritti presso le gestioni esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria Inps non devono rispettare questo requisito.

Nella misura la decorrenza della prestazione è disallineata con il raggiungimento dei requisiti per via della finestra di attesa di 3 mesi nel settore privato e di 6 mesi nel pubblico impiego (ad esclusione della scuola per la quale vale l’anno scolastico e non l’anno solare e pertanto, finestra unica a settembre).

Quota 100, i contributi utili al diritto

Con la quota 100 si deve interrompere qualsiasi attività lavorativa. Infatti non è previsto il cumulo con redditi da lavoro a meno che non siano da lavoro autonomo occasionale e sotto i 5.000 euro annui.

Dal punto di vista della contribuzione utile, va sottolineato che tutti i versamenti risultano utili alla maturazione del diritto alla quiescenza. Naturalmente fermo restando il limite dei 35 anni sui 38, di cui abbiamo parlato in precedenza.

Oltre alla contribuzione effettiva, sono utili:

  •       I periodi oggetto di riscatto degli anni di laurea, anche con quello agevolato dal momento che viva è l’opzione contributiva o il computo nella Gestione Separata per la quota 100;
  •          I periodi oggetto del cumulo, cioè della sommatoria di tutti i contributi non coincidenti accreditati presso gestioni previdenziali differenti, ad esclusione dei versamenti presso le casse professionali;
  •          I periodi oggetto di cumulo interno all’AGO;
  •         I periodi oggetto di ricongiunzione (tranne Enasarco e Gestione Separata Inps che non possono essere ricongiunti);ù
  •         I periodi oggetto di totalizzazione in regime Inps/Enpals;
  •          I contributi figurativi oltre i 35 anni effettivi necessari;
  •          I contributi per servizio militare;
  •         I contributi per maternità.

 

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