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Pensione con la Rita a 62 anni: quando conviene e quando no?

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Perchè non sempre l’idea di accedere alla RITA appare essere conveniente?

La pensione con la RITA permette di avere una rendita che accompagna alla pensione di vecchiaia per chi vuole smettere di lavorare prima dei 67 anni. Ma non sempre la rendita è di importo “dignitoso”. Cerchiamo di chiarire rispondendo al quesito di una lettrice:

Salve, sono una docente di scuola superiore. Ho 57 anni e 28 anni di servizio. Non ho riscattato i 4 anni di laurea. Mi chiedo se aderendo ad un fondo pensione,ad es. Espero, possa avere la possibilità di anticipare l’uscita dalla scuola con il meccanismo RITA.In alternativa mi conviene ancora riscattare la laurea? 
Grazie 

Pensione con la RITA

La RITA non è una vera e propria pensione (tra l’altro non si richiede neanche all’INPS ma al fondo pensione…) quanto una rendita che accompagna alla pensione di vecchiaia. Cerchiamo di capire come funziona prima di prendere decisioni affrettate.

Si parla di rendita, appunto, perchè a garantirla è il tesoretto versato nel fondo pensione complementare: tanto più è alto l’importo versato nel fondo, tanto più sarà alto l’importo della rendita mensile.

Per accedere è necessario aver versato almeno 5 anni nel fondo complementare ma non è detto che 5 anni di contributi garantiscano una rendita che permetta di vivere dignitosamente.

Facciamo un esempio concreto: versando nel fondo 300 euro al mese per 5 anni si accantonano 18mila euro. Supponiamo di voler anticipare l’uscita con la RITA a 62 anni (5 anni di anticipo sulla pensione di vecchiaia) quello che ci spetterebbe mensilmente di RITA sarebbero 300 euro al mese (ovvero i 18mila euro versati divisi per i 60 mesi che ci separano dalla pensione di vecchiaia). Ovviamente il calcolo è fatto senza tenere conto di eventuali rivalutazioni dei contributi versati che variano da fondo a fondo.

Per avere, versando in un fondo complementare per soli 5 anni, una pensione dignitosa che ci permetta di vivere, quindi, si dovrebbero versare almeno 1000 euro al mese per poter contare su un assegno dello stesso importo.

Discorso diverso, invece, per chi versa nel  fondo complementare per molti anni: supponiamo di versare per 30 anni 300 euro al mese accantonando 108mila euro. Decidendo di accedere alla RITA a 62 anni si avrebbe una rendita mensile di 1800 euro.

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