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Pensione con contributi INPS ed ex INPDAP, come comportarsi?

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Per riunire i contributi previdenziale versati in diverse casse previdenziali esistono diversi strumenti che vanno valutati caso per caso.

Per un dipendente del comparto scuola (o di qualsiasi altro comparto, ovviamente) che si avvicina alla pensione avendo versato contributi in diverse casse previdenziali, posso sorgere i dubbi sull’eventuale utilizzo che potrà fare dei contributi accumulati. Vediamo in quale modo possono essere valutati tutti senza perdere nulla rispondendo alla domanda di una nostra lettrice:

Buongiorno ho 53 anni e lavoro nella pubblica amministrazione da gennaio 1991. Ho i versamenti contributivi versati all’Inps fino all’anno 2000 e successivamente nelle casse dell’Inpdap. Volevo sapere quando posso andare in pensione e come comportarmi con le due casse previdenziali.Grazie. Sara

Contributi in casse previdenziali differenti

Il problema dei contributi versati in diverse casse previdenziali riguarda molti lavoratori e la normativa propone diverse soluzioni, alcune gratuite altre onerose. In ogni caso il lavoratore può valorizzare tutti i periodi di lavoro ma ovviamente deve scegliere quella che, nel suo caso, è la strada maggiormente conveniente valutando sia gli oneri che la resa della scelta sulla futura pensione.

La ricongiunzione, ad esempio, permette di riunire tutti i contributi in un’unica cassa previdenziale a fronte di un onere da sostenere (che può essere anche molto elevato);  in alcuni casi è la scelta più conveniente per la resa sull’assegno previdenziale visto che i contributi, poi, si comportano nel calcolo dell’assegno come se fossero sempre stati versati in un’unica cassa.

Ci sono poi la totalizzazione ed il cumulo, entrambi gratuiti, che permettono la valorizzazione dei contributi per il diritto alla pensione mentre per il calcolo si procede con la liquidazione pro quota a carico dell’INPS ma a carico delle singole gestioni in base alle rispettive regole.

La totalizzazione non sempre è conveniente visto che richiede il ricalcolo contributivo dell’intero assegno previdenziale, mentre il cumulo, soprattutto per i dipendenti della pubblica amministrazione, pur essendo gratuito prevede la liquidazione del TFS, indipendentemente dalla misura scelta, dopo12 mesi dal compimento dell’età anagrafica per accedere alla pensione di vecchiaia.

Quello che consiglio, in casi come il suo, è di recarsi presso un patronato per capire, dati alla mano e facendo simulazioni sulla pensione spettante, quale sia davvero la scelta più conveniente valutando costi e benefici sull’assegno.

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