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Pensione con contributi in casse diverse, non solo ricongiunzione onerosa ma anche cumulo gratuito

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Pensione in cumulo, sicuramente si risparmia rispetto alla ricongiunzione, ma attenzione alla liquidazione del TFS.

Molte volte quando si è svolto lavoro dipendente sia per la pubblica amministrazione che per un datore di lavoro privato, sorge il problema di come sfruttare tutti i contributi versati. La soluzione più ovvia sembra essere quella della ricongiunzione che, però, è onerosa. Ma è bene sapere che esiste anche il cumulo gratuito dei contributi anche se quest’ultimo per i dipendenti statali presenta uno svantaggio dal punto di vista del TFS.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede:

Salve, sono un’insegnante della scuola primaria, nata il 15/07/59, entrata in ruolo a ottobre dell’83. Vorrei sapere se a settembre 2021 posso richiedere di essere collocata a riposo a fine anno scolastico 21/22, con quota 100.Inoltre, avendo lavorato per ulteriori 2 anni e 3 mesi nel settore privato, vorrei sapere se la ricongiunzione di tali contributi può avvenire solo attraverso il pagamento oneroso di 12500 euro richiestomi dall’INPS, oppure se possono valere anche solo a livello figurativo senza pagare nulla. GRAZIE

Pensione in cumulo, occhio al TFS

Per quanto riguarda la possibilità di accesso alla pensione con la quota 100 dal 1 settembre 2022, non dovrebbero esserci problemi: compiendo i 62 anni e maturando i 38 anni di contributi entro la fine del 2021 può certamente procedere a presentare domanda di cessazione entro i termini stabiliti dal MIUR per i pensionamenti 2022 (solitamente entro dicembre) e presentando all’INPS domanda di pensione anche successivamente (ma consiglio, in ogni caso, entro la fine di febbraio per avere liquidazione del trattamento con la decorrenza della pensione.

Per quanto riguarda poi i contributi versati nel privato e nel pubblico, certamente possono essere riuniti con la ricongiunzione onerosa, ma per utilizzare gli stessi è possibile anche procedere alla richiesta della pensione in cumulo gratuito. In questo modo la pensione viene liquidata pro quota dalle casse previdenziali coinvolte in base alle loro regole (ma con una pensione unica erogata dall’INPS).

Il cumulo gratuito sembra essere un istituto abbastanza conveniente poichè non prevede penalizzazioni (come ad esempio la totalizzazione che richiede il calcolo interamente contributivo dell’assegno) ma che per i dipendenti pubblici comporta uno svantaggio: per chi richiede pensione in cumulo, infatti, il TFS spettante viene liquidato solo dopo 12 mesi il compimento dell’età di accesso alla pensione di vecchiaia (a cui aggiungere sempre i 90 giorni necessari all’INPS per la gestione della pratica).

Di fatto, quindi, se sceglie la pensione in cumulo i contributi versati nel privato saranno utilizzati sia per il diritto alla pensione che per il calcolo dell’assegno previdenziale, proprio come avviene con la ricongiunzione, risparmierebbe i 12500 euro che le hanno chiesto per la ricongiunzione ma per la liquidazione del TFS dovrebbe attendere minimo il compimento dei 68 anni.

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