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Pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi, come potrebbe cambiare nei prossimi anni?

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Sono previsti peggioramenti nelle condizioni di accesso alla pensione anticipata ordinaria prevista dalla Legge Fornero?

In ambito previdenziale i lavoratori sono sempre molto confusi. Questo è dovuto anche e soprattutto alla normativa che regola le pensioni in Italia che è in continuo divenire. Non c’è, quindi, mai nulla di certo oggi che possa valere anche per domani, visto che misure sperimentali scadono, nuove norme vengono proposte e inserite e, come ciliegina sulla torta, il meccanismo dell’adeguamento all’aspettativa di vita ISTA fa mutare l’età pensionabile ogni biennio.

Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno.

Vi riscrivo sull’argomento delle pensioni anticipate sul quale avevate risposto ad un mio precedente quesito con un Vs. articolo nei primi giorni di febbraio. A causa della situazione di crisi determinata dalla guerra in Ucraina l’argomento della riforma pensionistica è passato in secondo piano e anche il tavolo delle trattative tra Governo e Sindacati si è interrotto a tempo indefinito.

Anche nel DEF presentato dal Governo ad aprile scorso non risultano riferimenti particolari riguardo alla eventuale riforma pensionistica per l’anno 2023.Sulla stampa online si accavallano le più variegate e anche improbabili ipotesi di riforma delle pensioni che ritengo vengono pubblicizzate dai vari siti per tenere aperta l’attenzione (…e direi anche la tensione!!!)  dei lettori sull’argomento, ma prive di alcun ufficiale fondamento visto che il Governo non si è ancora pronunciato in merito.

L’unica cosa certa al momento, anche a causa del calo dell’aspettativa di vita causato dalla pandemia, è la conferma da parte dell’INPS con sua circolare N. 28/2022 del 18/2/2022 dei requisiti pensionistici previsti attualmente dalla Legge Fornero (67 anni per le pensioni di vecchiaia per il biennio 2023/2024 e 42 anni e 10 mesi per le anticipate degli uomini e un anno in meno per quelle delle donne fino al 31/12/2026).

Su più articoli che ho letto in questi giorni sul web viene indicato in modo allarmistico che in mancanza di riforma verrebbero meno le varie possibilità di uscita anticipata attualmente vigenti (quota 102, Opzione Donna, Ape Social) e si tornerebbe alla piena applicazione della Legge Fornero con 43 anni di contributi per gli uomini e 42 anni per le donne.

Ciò che non si capisce, e chiedo a Voi se possibile di fare chiarezza, è se i 43 e 42 anni di contributi potrebbero essere stati  indicati dai vari siti in modo approssimativo includendovi anche i 3 mesi di finestra che è necessario attendere per la percezione effettiva del trattamento pensionistico, oppure se si tratterebbe di un potenziale peggioramento dei requisiti già confermati dall’Inps con la circolare sopra citata.Vi scrivo anche per chiedere, se possibile, un’altra delucidazione.

Sono un ex lavoratore dipendente  di 61 anni e mezzo di età.Da gennaio 2020 svolgo un’attività di lavoro autonomo artigiano. Ad oggi ho maturato 41 anni e 10 mesi di contribuzione effettiva  e raggiungerei il requisito dei 42 anni e 10 mesi di contribuzione a Giugno 2023. Il diritto alla percezione del trattamento pensionistico, in base alle regole attuali confermate dall’INPS, decorrerebbe dal 1° ottobre 2023.

Sto pensando di  cessare l’attività di lavoro autonomo a fine anno (quindi dopo 3 anni di attività) e vorrei versare i contributi volontari per gli ultimi 6 mesi (da gennaio a giugno 2023) che se non ho capito sarebbero gli stessi che sto pagando ora come lavoratore autonomo avendo svolto l’attività per 3 anni.

Ritenete la cosa possibile o potrebbero ravvisarsi problemi sottostanti che al momento non riesco a intravedere  e che potrebbero comportare eventuali respingimenti da parte dell’INPS della domanda di versamento dei contributi volontari?Vi ringrazio per l’attenzione e nel complimentarmi con Voi per la chiarezza della Vostra informazione, porgo distinti saluti e auguri.

Pensione anticipata Fornero

Quando si parla della pensione anticipata ordinaria e si afferma che occorrono 43 anni di lavoro, in realtà ci si riferisce ai 42 anni e 10 mesi a cui, poi, bisogna aggiungere i 3 mesi di finestra per la decorrenza del trattamento. La circolare che lei cita dell’INPS, infatti, non fa altro che riconfermare i requisiti attuali per il pensionamento anche per il biennio 2023/2024. Il prossimo anno, infatti, non ci sarà l’aumento per adeguamento alla speranza di vita a causa della pandemia che, appunto, la speranza di vita l’ha abbassata.

Di fatto per i prossimi due anni non si dovrà temere un peggioramento dei requisiti di accesso alla pensione, almeno per quel che riguarda le misure strutturali. Tra cui rientra anche la pensione anticipata ordinaria. Potrà, quindi, accedere alla pensione dal 1 ottobre 2023.

Per quanto riguarda la sua seconda domanda riferita alla possibilità di versare contributi volontari, non vedo nulla che possa impedirle di cessare la sua attività a fine anno continuando, poi, a versare contribuzione volontariamente per raggiungere il requisito contributivo necessario.

In ogni caso, non avendo nessun documento della sua condizione contributiva da poter esaminare, le consiglio prima di chiudere la sua attività di consultarsi con un patronato di fiducia (anche dopo l’estate nel caso) per capire quanti contributi le mancano da versare e se ci dovessero essere delle condizioni ostative all’ottenimento dell’autorizzazione del versamento volontario.

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