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Pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi oppure opzione donna?

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Pensione anticipata ordinaria tra un anno oppure opzione donna subito? Le cose da valutare.

Per chi è ormai vicino all’accesso alla pensione non sempre è facile valutare con lucidità qual sia la misura migliore e quale quella più conveniente. Non sempre anticipare, infatti conviene. Cerchiamo di capire la posizione di una nostra lettrice che ci scrive:

Salve,

sono una Docente di Scuola Superiore Statale con 62 anni di età e sto valutando la possibilità di uscita pensionistica con Opzione Donna nel 2022 oppure con Pensione Anticipata 41 anni e 10 mesi nel 2023.

Attualmente ho 33 anni  e 2 mesi di Servizio effettivi, 5 anni e 3 mesi di Disoccupazione dal 1990 al 2008, 3 Anni di Laurea da riscattare.

Domande:

1. Gli anni di Disoccupazione rientrano nel calcolo per il raggiungimento dei requisiti per la Pensione anticipata con 41 Anni e 10 mesi?

2. Con la finestra di Febbraio 2022 avrei i requisiti per l’Opzione Donna?

3. Per il calcolo dell’importo con Opzione Donna di quanto si riduce mensilmente l’assegno di pensione?

Nel ringraziare invio cordiali saluti

Pensione, quale scegliere?

Riscattando un anno e 10 mesi del periodo di laurea rientrerebbe nella pensione opzione donna anche il 1 settembre 2022. La richiesta di riscatto agevolata (poichè quello tradizionale non ha senso se si sceglie opzione donna) deve essere presentata contestualmente alla domanda di pensione e per questo le consiglio di farsi assistere da un patronato. Con il riscatto rientrerebbe nella possibilità, quindi, di presentazione domanda di cessazione dal servizio entro il 28 febbraio e pensionamento il 1 settembre di quest’anno.

Ma questa scelta la comporterebbe un taglio non indifferente dell’assegno previdenziale spettante, oltre all’onere del riscatto che dovrebbe sostenere. L’opzione donna comporta una penalizzazione sull’assegno che varia dal 20 al 35% in base ai diversi casi, più sono gli anni di contributi che ricadono nel sistema retributivo, maggiore è la penalizzazione applicata con il ricalcolo contributivo. Nel suo caso non mi sembra una scelta conveniente solo perchè le permetterebbe un anticipo di un solo anno rispetto all’anticipata ordinaria e il costo sarebbe davvero troppo alto.

I contributi figurativi della disoccupazione, infatti, sono considerati per il raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi di contributi e lei avrebbe potuto accedere già dal 1 settembre alla pensione anticipata ordinaria, se solo avesse presentato domanda di cessazione dal servizio entro il 2021.

Per accedere al pensionamento il 1 settembre 2023, in ogni caso, arriverebbe con 35 anni di contributi maturati (considerando tutto il 2022 e tutto il 2023) a cui sommare i 5 anni e 3 mesi di contributi figurativi. Le servirebbe, quindi, riscattare solo 1 anno e 7 mesi per raggiungere il diritto al pensionamento. Ma deve considerare che, in questo caso, avrebbe diritto al pensionamento con l’assegno pieno, attendendo solo un altro anno.

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