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Pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi: conviene lavorare ancora oppure no?

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Non facciamoci spaventare dal doppio calcolo della pensione perchè non riguarda tutti.

Quando si parla di pensionamento è sempre bene chiarirsi le idee su quello che si desidera fare perchè quando scriviamo che la normativa in Italia è farraginosa, non scherziamo. Oggi andremo ad analizzare l’effettiva convenienza di permanere in servizio dopo il raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne rispondendo alla domanda di una nostra lettrice che ci chiede:

A gennaio 2023 raggiungo i 41 anni e 10 mesi di servizio e, lavorando nella scuola pubblica, potrei decidere di andare in pensione il prossimo anno. Scrivo potrei perchè non ho compiuto i 65 anni e, quindi, se lo desidero posso continuare anche a lavorare. E’ una scelta conveniente? Un anno o due di lavoro in più alzerebbe l’importo della mia futura pensione? Perchè in alcuni casi ho letto che anche se si versa di più vengono considerati sempre 41 anni e 10 mesi di contributi, è vero?

Il perverso meccanismo della pensione retributiva

Quello che ha letto è vero, ma riguarda solo chi si ritrova ad aver versato almeno 18 anni di contributi prima del 1996. In questo caso la pensione è calcolata con il sistema retributivo fino alla fine del 2012. Per evitare che qualcuno potesse beneficiare di un calcolo di pensione più alto di quello che sarebbe spettato con il retributivo, si è introdotto il sistema del doppio calcolo.

Immaginate una bilancia a due bracci: su un piatto la pensione calcolata con sistema misto, retributivo fino al 2011 e contributivo successivamente, sull’altro quella calcolata con il sistema retributivo. Al lavoratore sarà liquidata, ovviamente, quella che pesa di meno. Ma nel caso di pensione liquidata con il solo retributivo, ricordiamo che questo sistema di calcolo permetteva l’utilizzo di soli 40 anni di contributi (che oggi sono diventati 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini). In questo caso lavorare dopo il raggiungimento del requisito per la pensione anticipata non conviene perchè non andrà a variare la pensione spettante.

Ma non dovrebbe essere il suo caso: se ha sempre lavorato, infatti, ed ha circa 42 anni di contributi ne dovrebbe avere solo 16 anni accreditati entro il 1995 e, quindi, ricade nel sistema contributivo a partire dal 1996. Lavorando uno o due anni in più, quindi, aumenta la sua quota contributiva della pensione e, conseguentemente anche l’importo.

 

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