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Pensione con 41 anni di contributi, ecco perchè è meglio non scegliere opzione donna

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Non sempre la soluzione più ovvia è anche la più conveniente, vediamo il perchè nel caso dell’opzione donna.

Molto spesso non si pensa alla soluzione più semplice e più conveniente economicamente. Come nel caso della nostra lettrice che ci chiede:

Sono una maestra di scuola primaria, quest’anno maturo 41 anni di contributi e 62 anni di età, causa salute sto valutando di andare in pensione con opzione donna, quanto perderei rispetto alla pensione col massimo dei contributi, cioè 42 anni, come da legge Fornero?

Meglio la Quota 103

Perchè dovrebbe andare in pensione con l’opzione donna e perdere parte del suo assegno previdenziale a causa del ricalcolo interamente contributivo che la misura richiede. E’ vero che rientra nei requisiti per potervi accedere ma raggiunge anche quelli per poter accedere alla quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi) ed il trattamento pensionistico tra le due misure non ha confronto.

Con l’opzione donna le sarebbe richiesta un’opzione contributiva e l’assegno sarebbe calcolato interamente con il sistema contributivo. Questo la porterebbe a perdere una buona fetta dell’assegno (in alcuni casi si parla anche del 30%). Con la quota 103, invece, non ci sono penalizzazioni di sorta ed avrebbe il suo assegno calcolato esattamente sulla base degli effettivi contributi versati con una perdita irrisoria rispetto a quello che andrebbe a prendere se attendesse i 42 anni di contributi richiesti dalla Legge Fornero per l’anticipo.

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