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Pensione con 17 anni di contributi: che possibilità ci sono?

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Quali possibilità di pensionamento ci sono per chi ha versato solo 17 anni di contributi? Vediamole.

Per chi non riesce a raggiungere i 20 anni di contributi minimi richiesti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, al compimento dei 67 anni potrebbe non spettare nulla. Esistono delle deroghe che permettono l’accesso alla pensione di vecchiaia anche con 15 anni di contributi soltanto e una misura previdenziale che permette la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi ma è necessario, in tutti e due i casi, soddisfare precise condizione per averne diritto.

Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buonasera, Chiedo questa cosa per poter aiutare mia mamma, i CAAF ai quali si rivolge non sono mai precisi.
Lei ha maturato 17 anni di contributi circa, farà 67 anni a maggio mio papà percepisce la pensione da ex vigile del fuoco.
Ha smesso di lavorare negli anni ’90
Secondo voi ha una qualche possibilità che possa prendere qualcosa di pensione?
Mi spiace dei mesi vederli alle strette e sapere che quegli anni di sacrifici siano stati gettati al vento….
Ringraziandovi anticipatamente, vi auguro una buona giornata

Pensione di vecchiaia con 17 anni di contributi

Percependo suo padre una pensione, se sua madre non rientra nel diritto della pensione di vecchiaia non avrà diritto all’assegno sociale perchè quest’ultimo è subordinato a redditi molto bassi sia dal punto di vista personale che coniugale.

Partendo da questo presupposto, cerchiamo di capire quali sono le reali possibilità della signora di aver diritto ad una pensione al raggiungimento dei 67 anni. Per la pensione di vecchiaia ordinaria servono almeno 20 anni di contributi ed avendone sua madre solo 17, non potrà accedervi.

La legge Amato del 1992, però, prevede la possibilità di accesso alla pensione di vecchiaia a 67 anni con soli 15 anni di contributi nei seguenti casi:

  • se il lavoratore ha versato tutti i suoi contributi entro la fine del 1992
  • se il lavoratore, entro la fine del 1992, è stato autorizzato al versamento dei contributi volontari (anche senza averne, poi, effettivamente versato qualcuno)
  • se il lavoratore ha versato il suo primo contributo almeno 25 anni e per almeno 10 anni non ha versato le 52 settimane di contributi minime utili alla copertura dell’intero anno contributivo.

Deve valutare, insieme ad un patronato magari (rivolgersi sempre ad un patronato, che è specializzato in pensioni, mentre il CAF è un centro di assistenza fiscale più indicato per dichiarazioni dei redditi), per capire se sua madre rientra in uno dei requisiti sopra indicati. In caso positivo potrà presentare domanda di pensione in deroga al compimento dei 67 anni.

Se non dovesse rientrare nelle casistiche sopra indicate e se i suoi anni di contributi sono stati versati tutti a partire dal 1996 (non devono esserci contributi prima di quella data) avrebbe diritto alla pensione di vecchiaia contributiva, ma solo al compimento dei 67 anni.

Se la signora non rientra neanche in questa possibilità, per non perdere i contributi versati e darle il diritto a un reddito fisso, il mio consiglio è quello di vedere se nella sua vita lavorativa esistono periodi che possono essere riscattati o provvedere al versamento dei contributi volontari per i 3 anni mancanti (ma questa seconda possibilità ritarderebbe la pensione dei 3 anni che le mancano).

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