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Pensione: come ne creo una se non ho mai lavorato?

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Se non si hanno contributi versati e non si ha diritto all’assegno sociale l’unico modo per garantirsi una pensione è versare contributi.

Per chi non ha mai lavorato e non ha, quindi, mai versato contributi la prospettiva di una vecchiaia senza reddito potrebbe essere preoccupante. La normativa che regola la pensioni in Italia prevede che per avere diritto alla pensione di vecchiaia di devono possedere almeno 20 anni di contributi versati. In mancanza dei contributi in questione l’unico aiuto cui si può avere diritto è l’assegno sociale al compimento dei 67 anni, ma solo se il proprio reddito è molto basso e rientra nei limiti stabiliti annualmente.

Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno, sono nata il 14/05/65. Mi sono sposata nel 1980 e nel 2014 ho fatto separazione consensuale con rinuncia da parte di entrambi al mantenimento, in quanto ho ricevuto il supporto dei miei genitori. (Dal matrimonio e’ nata una figlia, che adesso compie 37 anni e che al momento della separazione viveva con il marito ed era indipendente)Adesso mio babbo e’ deceduto, mia mamma anziana, 86 anni.Io ho sempre pensato alla mia famiglia ed ai miei genitori. Adesso sono casalinga e no  ho reddito, se muore mia mamma erediterò degli immobili, attualmente con affitto di euro 900. Ho una casa di proprietà, in cui vivo accanto a mia mamma, e un appartamento e fondo commerciale affittati, (affitto appartamenti euro 400,00e parte commerciale euro 500,00) dove ha usufrutto. Attualmente sono a carico suo, lei mi vuole cedere questo usufrutto. Non posso percepire reddito di cittadinanza e nessun aiuto perché questi immobili mi fanno reddito (la cada), ma di fatto io non ho nulla e mi ritrovo a non avere sicurezza per la vecchiaia. Come posso fare per farmi una pensione e crearmi una situazione che mi permetta di vivere?

Pensione senza contributi

Come le anticipavo in apertura di articolo, per chi non ha mai versato contributi diventa assai difficoltoso avere un qualsiasi tipo di reddito previdenziale in vecchiaia. Resta l’assegno sociale, certo, ma già nel suo caso, essendo titolare di affitto di appartamenti e proprietaria di immobili, il beneficio (così come accade con il reddito di cittadinanza) non sarebbe riconosciuto visto che viene erogato solo ai cittadini che versano in stato di bisogno economico.

Avendo lei, quest’anno, 57 anni potrebbe però provvedere a crearsi una futura pensione versando contributi in un fondo previdenziale. Non può chiedere di versare contributi volontari all’INPS poichè è necessario essere in possesso di almeno 5 anni di contributi già versati per ottenere l’autorizzazione ma potrebbe optare o per il fondo casalinghe o per un fondo previdenziale complementare.

Se decide di versare contributi nel fondo casalinghe deve effettuare l’iscrizione al fondo stesso e provvedere al versamento dei contributi a copertura dell’anno. Ovviamente non le consiglio di versare il minimo richiesto (circa 310 euro l’anno) poiché in questo caso nei 10 anni che la separano dalla pensione di vecchiaia non riuscirebbe a costruirsi una pensione dignitosa. E necessario, infatti, versare una somma abbastanza importante mensilmente per riuscire a garantirsi una rendita mensile che consenta di vivere.

In alternativa potrebbe rivolgersi ad un fondo pensione complementare ed in questo caso sarebbe lo stesso fondo a dirle quanto versare mensilmente per raggiungere la rendita di cui ha bisogno per vivere in anzianità.

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