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Pensione anticipata ordinaria Fornero docente: quali rischi se permango in servizio un altro anno?

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Quali sono i rischi che potrebbe correre un dipendente della scuola che ritarda il suo pensionamento di un anno?

Negli anni, in Italia, i lavoratori non hanno mai avuto una certezza nel sistema previdenziale con leggi sempre nuove che mettono non solo in apprensione per la loro valenza ma che creano anche dubbi sulla reale e concreta sussistenza di quelle in vigore. Ed ecco che anche in previsione dell’introduzione della nuova misura che prenda il posto della quota 100 in scadenza, nei lavoratori si scatena il dubbio della permanenze della legge Fornero anche nei prossimi anni.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede:

Salve, sono un’insegnante di scuola primaria che entro il 31 ottobre 2021 può inoltrare richiesta di pensione ordinaria anticipata visto che maturo al 31-12-2022 41 anni e 10 mesi di contributi e a maggio del 2022 avrò 62 anni compiuti. Poiché vorrei restare servizio ancora un anno per concludere il ciclo ai miei alunni chiedo cortesemente a quali rischi andrei incontro se appunto decidessi di rimandare di un anno la pensione, in particolare:
– aumenterà il coefficiente di trasformazione per il calcolo della pensione nel 2023?
– c’è il rischio che mi venga calcolata la pensione col sistema tutto contributivo anziché misto come invece è ancora valido per il 2022?
– verrà stravolta la pensione ordinaria anticipata della Fornero, obbligandomi quindi a lavorare ancora per altri due o tre anni?
Grazie per la risposta.

Pensione anticipata docente

Rimanere in servizio oltre il raggiungimento dei 41 anni e 10 mesi di contributi, requisito richiesto alle donne per accedere alla pensione anticipata ordinaria prevista dalla riforma Fornero,  non comporta rischi per il lavoratore.

Sicuramente ritardando di un anno il pensionamento sarà applicato un coefficiente di trasformazione più alto (quello relativo ai 63 anni anziché quello relativo ai 62 anni). Non posso prevedere, però, se i coefficienti di trasformazione aumenteranno, a parità di et, da qui al 2023. In ogni caso ritardare la pensione portà ad avere una valutazione più alta del proprio montante contributivo.

Per quel che riguarda la pensione anticipata ordinaria essa non prevede, e non è nelle intenzioni del governo fare in modo che accada, penalizzazioni sul calcolo della pensione come, seguendo l’esempio che porta, un ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale. Questa penalizzazione, infatti, potrebbe essere prevista sulla nuova misura che verrà introdotta (anche se i sindacati sono contrari alla cosa) ma non applicata alla pensione anticipata ordinaria che, ricordiamo, è una misura strutturale per la quale, tra le altre cose, è stato previsto un blocco dell’aumento dell’età pensionabile legata all’adeguamento dell’aspettativa di vita fino al 31 dicembre 2026.

Infine, riguardo la sua ultima domanda: non abbiamo una sfera di cristallo per prevedere le future decisioni del governo al riguardo, ma fino ad ora non sono trapelate voci o proposte che prevedono uno stravolgimento della pensione anticipata ordinaria. Se anche dovesse esserci un’inasprimento dei requisiti di accesso, che già sono molto rigidi, non potrebbero mai costringerla a lavorare per altri due o tre anni (ad esempio se fosse cancellata la norma che congela l’aumento i requisiti si inasprirebbero di 3 mesi ogni due anni).

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