Pensione anticipata o con quota 100 cambia poco sull’assegno

di Consulente Fiscale

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In alcuni casi scegliere tra quota 100 o pensione anticipata non ha un impatto rilevante sul calcolo dell’assegno pensionistico, vediamo perchè.

Sono una dipendente pubblica, sono entrata nel mondo del lavoro 01/12/1979 e ho 63 anni di eta’,percio’ rientro tranquillamente con la quota 100; ho anche 6 mesi di ricongiunzione e un’invalidita’ del 80per cento percio 1anno in piu di contributi a dicembre faccio 41 anni e 6 mesi mi  conviene andare adesso con quota 100 o aspettare 41 e 10 mesi piu 3 mesi di finestra ?
Grazie

Accedere oggi alla pensione con quota 100 (per la quale tra l’altro dovrebbe attendere i 6 mesi di preavviso obbligatorio che la porterebbero in ogni caso a 42 anni di contributi) o accedere alla pensione con 41 anni e 10 mesi più la finestra di 3 mesi per la decorrenza del trattamento pensionistico, che la porterebbe a 42 anni e 1 mese di contributi, cambia davvero poco sull’assegno pensionistico essendo la differenza su cui sarà calcolata la pensione di un solo mese di contributi versati.

Fossi in lei non mi porrei neanche il quesito e sceglierei la formula più semplice (che a mio avviso resta la pensione anticipata visto che non obbliga a 6 mesi di preavviso ma permette di presentare il preavviso all’amministrazione previsto dal CCNL in base alla mansione ricoperta e all’anzianità di servizio).

Le ricordo, in ogni caso, che i mesi di contributi figurativi della maggiorazione contributiva invalidi, sia con la quota 100 che con la pensione anticipata sono utili al raggiungimento del requisito di accesso alla misura ma non saranno utilizzati nel conteggio dell’assegno pensionistico.

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