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Pensione anticipata ha sempre un costo, ma perchè?

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Anticipare la pensione ha sempre un costo, ma bisogna valutare anche i benefici per la salute e la qualità della vita.

Parlare di penalizzazione per chiunque accede alla pensione anticipata è sbagliato anche se, in ogni caso il pensionamento anticipato ha un costo per il lavoratore. Cerchiamo di capire cosa si intende rispondendo alla domanda di un lettore che ci chiede:

Il 30 marzo 2022 farò 43 anni e 3 mesi di servizio nell’ Ente Provincia e avrò una età di 60 e 3 mesi…. Andrò in pensione  con la Fornero.
L’ufficio Risorse Umane mi ha comunicato che ci sarà in ogni caso una penalizzazione…. perché trattasi di pensione anticipata..
Non mi sanno spiegare di quanto.. è possibile saperlo.

Costo pensione anticipata

Di fatto accedendo alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi non ci sono penalizzazioni sul calcolo dell’assegno previdenziale. Ma l’anticipo ha sempre un costo, anche quando la misura non prevede penalizzazioni nel calcolo.

Perché? verrebbe spontaneo chiedersi, visto che si accede alla pensione con il massimo dei contributi? Perchè esiste un meccanismo secondo il quale prima si va in pensione e meno conveniente è l’assegno. Alla quota contributiva della pensione, infatti, viene applicato un coefficiente di trasformazione (ovvero quella percentuale che trasforma i contributi versati in vera e propria pensione) che sale al salire dell’età.

Con lo stesso numero di anni di contributi, quindi, la pensione a 67 anni sarà più alta di quella che si ottiene a 60, ad esempio.

Per chi accede alla pensione a 60 anni, infatti, viene applicato un coefficiente di trasformazione del 4,515% mentre per chi accede a 67 anni il coefficiente di trasformazione è del 5,575% (oltre un punto percentuale più alto che, applicato su montanti contributivi di due o trecento mila euro comportano un cambiamento anche consistente). Se a questo si aggiunge, poi, che se invece di andare in pensione a 60 anni si decide di andarci a 67 anni si continua a lavorare a a versare contributi utili al calcolo della pensione, si capisce dove è il costo dell’anticipo.

Come funzionano i coefficienti di trasformazione? Immaginiamo un lavoratore che per 20 anni abbia versato 10mila euro l’anno di contributi: avrà un montante contributivo di 200mila euro (ci tengo a precisare che nell’esempio che porto non prendo in considerazione l’eventuale rivalutazione del montante contributivo che, anch’essa, potrebbe influire sul calcolo stesso).

Applicando il coefficiente di trasformazione relativo ai 60 anni (4,515%) gli spetterà una pensione mensile pari a 694 euro al mese circa per 13 mensilità.

Se lo stesso lavoratore con gli stessi contributi andasse in pensione a 67 anni applicando il relativo coefficiente di trasformazione (5,575%) avrebbe una pensione mensile di 857 euro per 13 mensilità.

Se, poi, il lavoratore decidesse di attendere i 67 anni continuando a lavorare e versando, per altri 7 anni 10mila euro di contributi l’anno, avrebbe un montante contributivo di 270mila euro e gli spetterebbe una pensione mensile pari a 1157 euro per 13 mensilità. Questa è la “penalizzazione” cui sarebbe soggetto accedendo alla pensione a 60 anni (ovviamente rapportando i calcoli ai suoi anni di contributi e al suo montante contributivo che, sicuramente, sarà ben più alto di quello preso ad esempio).

Ovvio che ogni caso è a se stante e non si deve prendere in considerazione solo il lato economico (che è sì importante ma non determinante) ma anche quando si guadagna in termini di salute e di qualità della vita decidendo di andare in pensione prima dei 67 anni.

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