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Pensione anticipata contributiva: posso lavorare dopo la decorrenza?

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Un vuoto normativo non fa comprendere bene se con la pensione anticipata contributiva è possibile il lavoro dopo la pensione.

Gentilissimi Signori , il 01/08/21 andrò in pensione con il sistema contributivo, ho 64 anni , e l’azienda per la quale lavoro da un anno , scadendomi il contratto il 31/07/21 mi ha chiesto la disponibilità per continuare anche parzialmente l attività, proponendomi un l contratto di lavoro occasionale , che come emolumento non superiore ai €5.000 annui , per un anno rinnovabile ,se accetto avrò delle decurtazione , o sospensione della pensione ?    Grazie della vostra attenzione.

In linea generale il lavoro dopo la pensione è quasi sempre ammesso: si può continuare a lavorare dopo la pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria, dopo la pensione con l’opzione donna ma anche se si percepisce la pensione di vecchiaia contributiva ottenuta a 71 anni.

Ma con la pensione anticipata contributiva, ottenibile al compimento dei 64 anni, a causa di un vuoto normativo non è chiarissimo se sia consentito lavorare dopo la pensione.

Anche se per la generalità dei casi, quindi, il divieto di cumulo tra redditi da lavoro e redditi da pensione è stato abolito se non espressamente previsto (come il caso della quota 100), per le pensioni liquidate integralmente con il sistema contributivo sono state previste delle regole apposite.

Per avere diritto al cumulo dei redditi da lavoro con quelli da pensione nel caso delle pensioni liquidate con il sistema contributivo puro è necessario soddisfare almeno una delle condizioni seguenti:

  • avere almeno 60 anni di età se donne, 65 anni di età se uomini
  • aver versato almeno 40 anni di contributi
  • aver versato almeno 35 anni di contributi e avere almeno 61 anni di età.

Essendo lei uomo, dovrebbe avere almeno 65 anni per esserle permesso il cumulo in questione, o, in alternativa aver maturato almeno 35 anni di contributi, avendo superato i 61 anni. Se così non fosse, le consiglio di rivolgersi direttamente all’INPS perchè il vuoto normativo esistente al riguardo non fa comprendere pienamente cosa accade se non si soddisfi almeno una delle sopra citate regole, visto che la legge non lo dice.

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