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Pensione anticipata con riscatto buchi contributivi: ecco come procedere

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Come si possono coprire i buchi contributivi intercorrenti tra un rapporto di lavoro e l’altro? Dipende da quando si collocano temporalmente.

Se nella propria storia lavorativa ci sono periodi scoperti da contribuzione è possibile andare a coprire, pagando? Vediamo cosa dice la normativa di riferimento in proposito per capire come si può avvicinarsi al pensionamento valorizzando i periodi in cui non c’è stata attività lavorativa.

Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Salve,
 Sono un docente nella scuola pubblica ultrasessantenne alle prese con il calcolo requisiti pensionistici.
Essendo stato precario nella scuola per diversi anni ho vari periodi, tra una supplenza e l’altra, in cui non ho lavorato, non ho percepito indennità di disoccupazione e quindi non ho versato alcun contributo. 
Facendo riferimento ad un vostro articolo del 10 novembre 2021 sul versamento dei contributi volontari, rivolgo le seguenti domande:

1.E’possibile, per questi periodi di non lavoro, chiedere il riscatto volontario all’INPS e pagare i relativi contributi? 

2. Tale riscatto dei contributi volontari è utile ai fini del raggiungimento dei requisiti per andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi?

Grazie e saluti

Copertura buchi contributivi

Tralasciando i contributi volontari, che possono essere versati solo per il presente e non a copertura di buchi contributivi passati, nel suo caso bisogna capire se è possibile recuperare i periodi con i contributi da riscatto.

Il D.Lgs 564 del 1996 prevede che è possibile andare a coprire i periodi intercorrenti tra un rapporto di lavoro e l’altro versando contribuzione volontaria. Ma è possibile solo se tali periodi si collocano, temporalmente, successivamente al 31 dicembre 1996.

Questa facoltà, inoltre, è concessa solo nel caso che i periodi scoperti da contribuzione si collochi tra due rapporti di lavoro discontinui, stagionali o temporanei (e non è possibile utilizzarla, quindi, qualora di tratti di lavoro a tempo indeterminato).

Nel caso dei lavoratori precari della scuola, quindi, il riscatto per la valorizzazione dei periodi che intercorrono tra una supplenza e l’altra, laddove non si sia richiesta l’indennità di disoccupazione, è possibile fino all’entrata in ruolo. Bisogna capire, nel suo caso dove si collocano temporalmente i periodi in oggetto.

In ogni caso, per rispondere alla sua seconda domanda, i periodi riscattati sono validi sia per raggiungere i requisiti di accesso alla pensione sia per il calcolo dell’assegno previdenziale spettante.

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