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Pensione anticipata con 41 anni di contributi in totalizzazione, cosa bisogna sapere?

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Pensione anticipata in totalizzazione, una alternativa interessante per andare in pensione prima.

Per coloro che hanno contribuzione versata in diverse gestioni previdenziali è possibile utilizzare, oltre al cumulo gratuito e alla ricongiuzione dei contributi, anche la totalizzazione che, però, risulta interessante solo per coloro che hanno molti contributi versati ma sono ancora lontani dal requisito anagrafico per accedere alla pensione di vecchiaia.

Pensione anticipata in totalizzazione

La pensione anticipata, per chi ha contributi versati in diverse gestioni previdenziali, può essere raggiunta anche ottenendo i 42 anni e 10 mesi di contributi necessari (per le donne 41 anni e 10 mesi) tramite il cumulo gratuito. Se si utilizza, invece, la totalizzazione di contributi ne bastano solo 41 anni. E proprio per questo la totalizzazione potrebbe essere interessante  per chi ha molti contributi versati in diverse casse previdenziali.

I contributi che possono essere sommati sono quelli versati nelle casse della previdenza obbligatoria dell’INPS (tra le quali troviamo anche quella dei dipendenti pubblici) e quelli accreditati presso le casse professionali. Possono essere valorizzati, con la totalizzazione anche i contributi figurativi, volontari e da riscatto o ricongiunzione. Non vi rientrano i contributi versati in gestione di previdenza non obbligatoria (come il fondo casalinghe, Enasarco o nella previdenza complementare).

Ma perchè non si utilizza la totalizzazione per la pensione allora? In molti preferiscono utilizzare il cumulo, anche esso gratuito, poichè, a differenza della totalizzazione, non richiede il ricalcolo interamente contributivo della pensione.

Il grosso limite della totalizzazione, infatti, è che in molti casi richiede il ricalcolo contributivo dell’assegno. Ma quello che molti non sanno, però, è che non sempre il ricalcolo contributivo è necessario. Il ricalcolo contributivo non è necessario, infatti, quando si risulta iscritti in una delle gestioni di previdenza pubbliche prima del 1996 a patto di aver raggiunto i requisiti minimi per il diritto ad una pensione autonoma in questa gestione.

Requisiti totalizzazione

Per poter accedere alla pensione in totalizzazione è necessario utilizzare tutti i contributi versati in tutte le casse previdenziali in cui il titolare risulta iscritto e questo significa che la totalizzazione non può essere mai parziale.

La totalizzazione non è permessa se il richiedente è già titolare di una pensione erogata da una delle casse previdenziali cui è iscritto o se lo stesso ha richiesto ricongiunzione dei contributi.

Ma se si è titolari di una pensione ai superstiti la totalizzazione è possibile e lo è anche se, pur avendo raggiunto il diritto ad una autonoma pensione in una delle casse previdenziali, questa non è stata ancora liquidata. E’ possibile anche qualora si sia titolari di una pensione erogata da uno stato estero o quando è erogata da un fondo diverso da quelli interessati dalla totalizzazione.

I 41 anni di contributi richiesti per accedere alla pensione anticipata in totalizzazione sono quelli non coincidenti presenti in tutte le gestione in cui esiste contribuzione versata. Attenzione, però, pur occorrendo solo 41 anni di contributi è necessario, per la liquidazione della pensione, attendere una finestra di 21 mesi dal raggiungimento dei 41 anni di contributi maturati.

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