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Pensione anticipata: ci sono penalizzazioni legate all’età?

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L’anticipo pensionistico ha sempre un costo per il lavoratore, anche se la misura non prevede penalizzazioni.

Molto spesso si parla di penalizzazioni sulla pensione per chi accede prima dei 67 anni. Ma bisogna distingue tra misure che prevedono penalizzazioni sull’importo spettante (come ad esempio l’opzione donna che con il ricalcolo interamente contributivo porta ad aver diritto ad un assegno minore rispetto a quello che spetterebbe con calcolo misto) e importi minori percepiti a causa dell’età più giovane di accesso ma con pensione calcolata sui reali contributi versati.

A tal proposito rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede:

Salve sono un infermiera ho 41 anni e 10 mesi di contributi e 60 anni e vorrei andare in pensione anticipata Fornero, volevo sapere se ho delle penalizzazioni legata all’età. Grazie

Penalizzazione pensione anticipata

Partiamo da una certezza: la pensione anticipata ordinaria, quella che le donne raggiungono versando 41 anni e 10 mesi di contributi, non prevede penalizzazioni nel calcolo dell’assegno. Fino a qualche anno fa erano previste penalizzazioni dell’1 o del 2% sull’assegno per chi accedeva alla pensione anticipata con un’età inferiore ai 60 anni, ma tali penalizzazioni sono state definitivamente abolite dalla legge di Bilancio del 2017 e pertanto, ad oggi, nessun taglio o decurtazione interessano l’assegno liquidato con la pensione anticipata ordinaria.

Ovviamente, però, ogni anticipo pensionistico ha un costo a livello economico, vuoi per i contributi minori versati, vuoi per il coefficiente di trasformazione meno conveniente applicato. Se lei invece di andare in pensione a 60 anni ci andasse a 67 anni, ovviamente, verserebbe 7 anni ancora di contributi che andrebbero ad alzare l’importo dell’assegno spettante.

Ma questo bisogna metterlo in conto, ogni anno di contributi, infatti, serve ad incrementare l’importo dell’assegno. Da aggiungere, poi, il coefficiente di trasformazione (che, però, ricordiamo, opera solo sulla quota contributiva della pensione) che trasforma il montante contributivo in pensione e tanto più è alto, tanto più è conveniente. A 60 anni il coefficiente che trasforma i contributi in pensione è 4,515%mentre a 67 anni tale coefficiente aumenta a 5,575% (si parla di poco più di un punto percentuale) e questo influisce sulla pensione spettante.

Queste sono le uniche “penalizzazioni” cui è soggetto chi decide di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro.

 

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