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Pensione anticipata a 64 anni: attenzione, la quota 102 non sarebbe per sempre

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La quota 102, anche se approvata, non durerebbe per sempre ma avrebbe una scadenza ben precisa.

I lavoratori molto spesso non riescono ad orientarsi nelle norme previdenziali, nelle loro scadenze e trovano, quindi, complicato riuscire a capire con quale misura potranno, in futuro, accedere alla quiescenza. La confusione viene, poi, amplificata anche da una non corretta diffusione delle novità in arrivo. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno
Sono un dipendente privato di 52 anni ,a gennaio avrò 31 anni di contributi continuativi senza interruzioni la mia intenzione sarebbe di arrivare ai 38 di contributi ed attendere,chiaramente senza percepire l’assegno, l’eta di 64 anni per avere i requisiti per l’accesso alla pensione
Vorrei sapere se in primo luogo se è fattibile e secondariamente che decurtazioni potrei andare incontro

Pensione anticipata a 64 anni

La pensione anticipata a 64 anni (a parte quando è raggiunta a quell’età con l’anticipata ordinaria, con la quota 41 o con la quota 100) è possibile ottenerla in base alla vigente normativa solo da coloro che ricadono nel sistema contributivo puro. La pensione anticipata contributiva, infatti, richiede almeno 64 anni di età, almeno 20 anni di contributi tutti versati a partire dal 1996 (nessun contributo deve essere stato versato prima del 1996) e un importo della pensione pari a 2,8 volte (circa 1280 euro al mese, per importi minori la pensione non viene concessa).

In questa misura lei non rientra poichè, avendo ad oggi 31 anni di contributi versati una parte, per forza di cose, sono stati versati prima del 1996.

Se, invece, parlando di pensionamento a 64, visto che si riferisce ai 38 anni di contributi, considera la quota 102 che dovrebbe andare ad approvare il governo per il prossimo anno, le devo dire, che purtroppo non è possibile quello che ipotizza.

La quota 102 che dovrebbe permettere, se approvata, di accedere alla pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi sarebbe valida per il solo 2022 per essere sostituita, poi, nel 2023 da una quota 103 o 104 che, a sua volta, durerebbe solo un anno. E poi si tornerebbe alla riforma Fornero.

Se, come ipotizza, quindi, smettesse di lavorare al compimento dei 61 anni, pur avendo raggiunto i 38 anni di contributi, dovrebbe attendere il compimento dei 67 anni (più eventuale aumento per adeguamento) per la pensione di vecchiaia.

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