Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

Pensione anticipata a 62 anni nel 2023 ma solo con il contributivo

WhatsApp
Telegram

Riforma pensioni, dal 2023 probabile che l’uscita sia concessa a 62 anni ma con meno soldi sull’assegno che sarà calcolato interamente con il sistema contributivo.

C’è grande attesa per il tavolo di incontro del 20 dicembre tra governo e parti sociali durante il quale si discuterà di quella che sarà la riforma pensioni 2022 e che potrebbe portare maggiore flessibilità in uscita dal 2023.

Nonostante lo sciopero generale del 16 dicembre  non sia stato revocato perchè i sindacati vogliono i fatti e non la promessa di un tavolo di incontro, la viceministra all’economia Maria Cecilia Guerra si dichiara soddisfatta dell’apertura nei confronti dei sindacati e afferma che il tavolo sulle pensioni del 20 dicembre è “il segno che ci siamo”.

Il tavolo, in ogni caso, guarderà ad una riforma a lungo termine, in quanto per il 2022 tutto è già deciso.

Pensione anticipata solo con il contributivo

Tante le ipotesi in ballo  dalla pensione a quota di Tridico alla pensione flessibile a 62 anni che vogliono i sindacati. Ma in ogni caso il nodo principale da sciogliere è, come sempre, quello della sostenibilità della misura.

Ad affrontare la questione è Alessandra Todde, viceministra dello Sviluppo Economico che dichiara “Servono scelte sostenibili, ma il M5S ha sempre avuto posizioni distantissime da quelle della riforma Fornero. Ho visto invece la proposta del presidente dell’Inps Tridico, di una pensione prima contributiva e poi integrata dopo alcuni anni dalla parte retributiva: mi sembra un buon punto di partenza per la discussione”.

In ogni caso la pensione anticipata potrà essere solo contributiva (con l’eccezione, ovviamente delle misure strutturali già esistenti) e sia che si ipotizzi una pensione a quote come quella proposta da Tridico, sia che si scelge una pensione quota 41 per tutti per rendere la Fornero meno rigida, l’assegno sarà calcolato con il sistema contributivo.

Quello che appare chiaro è che la nuova riforma potrebbe benissimo essere modellata sulla legge Fornero con l’aggiunta, però, anche di uscite anticipata a 62, 63 e 64 anni (ipotesi di cui abbiamo parlato diffusamente nell’articolo: Pensioni anticipate 62, 63 e 64 anni: nel 2023 si cambierà ancora con la riforma).

Il problema principale della pensione in Italia è che troppe poche persone lavorano e sostengono la spesa previdenziale. In Italia i lavoratori sono 23milioni su 60 milioni di abitanti. Questo significa che i lavoratori sono troppo pochi rispetto ai pensionati e proprio per questo il sistema previdenziale non risulta più sostenibile.

WhatsApp
Telegram
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito