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Pensione anticipata a 58 anni: quali alternative, anche pagando?

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Pensionarsi a 58 anni non sempre è possibile: per le donne l’unica alternativa alla pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi resta l’opzione donna.

Non sempre il pensionamento anticipato è possibile in tempi brevi: è necessario, per accedere ad un riposo anticipato, infatti, centrare i requisiti richiesti dalle diverse misure. In questo articolo risponderemo alla domanda di una nostra lettrice che ci chiede:

Buongiorno , ho 58 anni compiuti il 20 gennaio lavoro come infermiera in ASL dal 1984. Ho pagato riscattando due anni di corso,per cui è come se lavorassi dal 3 ottobre del 1982. Ho invalidità 100% con 104 art. 1comma 3 quindi non posso usufruire dei tre GG al mese. Non riesco più a sostenere i ritmi lavorativi per cui mi trovo nelle condizioni di dovermi ‘licenziare’. Esiste un’altra alternativa di pensionamento anticipato anche pagando il poco che dovrei ancora lavorare? Grazie

Pensione a 58 anni

Con 58 anni di età e con quasi 39 anni di contributi non ci sono moltissime possibilità di pensionamento nell’immediato. Se da una parte potrebbe attendere la Legge di Bilancio per capire se sarà prorogata ulteriormente l’opzione donna che le permetterebbe il pensionamento già nel 2022, la misura per lei sarebbe altamente penalizzante perchè le permetterebbe l’accesso alla pensione a 59 anni con circa 40 anni di contributi (un anticipo di circa 2 anni rispetto alla pensione anticipata ordinaria) ma con una penalizzazione sull’assegno previdenziale che potrebbe essere anche molto pesante.

L’alternativa sarebbe quella di continuare a lavorare per 3 anni e accedere al pensionamento non appena raggiunge i 41 anni e 10 mesi di contributi senza penalizzazione ma comprendo che non riuscendo più a sostenere i ritmi lavorativi per le sue condizioni di salute, sarebbe abbastanza lunga l’attesa.

Altra possibilità sarebbe quella di presentare dimissioni subito e pagare i contributi volontari per raggiungere il requisito contributivo dei 41 anni e 10 mesi, ma non potrebbe farlo in un’unica soluzione visto che gli stessi vanno versati trimestralmente. Impiegherebbe, di fatto, circa 3 anni a versare i contributi volontari che le mancano e rimarrebbe, non solo senza stipendio e senza pensiona ma anche con un onere da sostenere per il versamento.

Se riuscisse, invece, a riscattare anche il terzo anno del corso infermieri, potrebbe riuscire a centrare l’obiettivo del pensionamento in soli 2 anni versando, per gli anni mancanti, i contributi volontari.

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