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Pensione a 63 anni per i lavoratori fragili: l’ipotesi di proroga dell’Ape sociale

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Novità assoluta nella proroga dell’Ape sociale: potranno essere ricompresi nella misura anche i lavoratori fragili ed i disoccupati senza Naspi.

Il tavolo di incontro tra governo e parti sociali, a cui ha preso parte il Ministro Nunzia Catalfo, oltre alla necessità di una proroga per l’opzione donna e per l’Ape sociale ha fatto emergere anche i limiti di quest’ultima misura e una nuova categoria da ricomprendervi necessariamente a causa dell’emergenza sanitaria da Covid.

Ape sociale per lavoratori fragili

Molto probabilmente i lavoratori fragili che sono maggiormente esposti a complicazioni in caso di contagio COVID, potranno accedere alla pensione a 63 anni con l’Ape sociale nel 2021.

L’ipotesi in questione è emersa nel corso dell’incontro di ieri, 16 settembre, durante i quali il ministro del Lavoro e i sindacati hanno affrontato i temi previdenziali in vista della prossima legge di Bilancio e della riforma previdenziale da attuare entro la fine del 2021.

Confermata la proroga, quindi, sia per Ape sociale che per opzione donna ma con una novità.

Durante gli anni di sperimentazione e proroga dell’Ape sociale sono emersi tutti i limiti di questa misura: si pensi ai disoccupati di lunga data che non hanno potuto accedervi, o ai disoccupati che non hanno, per qualsiasi motivo, avuto diritto all’indennità di disoccupazione che sono rimasti esclusi dalla possibilità di pensione a 63 anni.

La proposta avanzata durante l’incontro di ieri, quindi, avanza l’ipotesi si allargare il bacino di beneficiario della misura.

Ma la novità assoluta riguarda i lavoratori fragili, ovvero tutti coloro che non rientrando negli invalidi al 74% non possono fruire del pensionamento a 63 anni pur essendo, per patologie, esposti alle complicanze e a rischi in caso di contagio da COVID.

Potranno, quindi, essere compresi nella misura tutti quei lavoratori che presentano patologie gravi come, ad esempio, immunodeficienza, malattia oncologiche, malattie che interessano l’apparato cardiovascolare, che li espongono a serie conseguenze in caso di contagio.

Ad ogni modo tutti i dettagli della misura sono ancora allo studio anche se, ormai, appare evidente che l’Ape sociale dovrà essere allargata non solo ai lavoratori fragili e ai disoccupati senza Naspi,  fermi restando i requisiti anagrafici (63 anni) e contributivi (30 o 36 anni di contributi maturati).

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