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Pensione a 62 anni con la rendita: l’importo dell’assegno dipende dal capitale accumulato

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L’importo dell’assegno mensile spettante con la RITA dipende dal capitale accumulato sul fondo pensione complementare.

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata permette ai lavoratori dipendenti che cessano la propria attività e che sono titolari di un fondo pensione complementare, di accedere al pensionamento con la rendita a partire dai 62 anni. Rispondiamo ad un nostro lettore che ci chiede chiarimenti sulla RITA scrivendo:

Buongiorno e buona domenica. Leggo spesso articoli sulla RITA e vorrei cortesemente delle delucidazioni in merito. Sono un dipendente pubblico del Ministero della Giustizia, età 59 anni e 30 anni di contributi. Ho un fondo di pensione complementare da 5 anni con la Generali e, se non erro, potrei andare, tramite adesione alla RITA, in pensione cinque anni prima della pensione di vecchiaia ossia 62 anni. La domanda che cortesemente vi pongo è la seguente : i soldi relativi ai 5 anni che intercorrono tra i 62 ed i 67 anni, li devo prendere dal capitale versato sul fondo complementare? In caso affermativo, calcolando ipoteticamente una pensione mensile di 1300 euro, ci deve essere almeno un capitale versato di 70000/80000 euro? Vi ringrazio anticipatamente e resto in attesa di un Vostro gentile riscontro.

Pensione con la rendita

La RITA prevede un anticipo sulla pensione per chi è titolare di un fondo pensione complementare che lo consente. Non trattandosi di una forma previdenziale vera e propria, la RITA si avvale del tesoretto che il lavoratore ha accumulato nel fondo pensione complementare che dovrà, di fatto, finanziare la rendita per l’anticipo.

La rendita mensile, quindi, dipende dall’ammontare del capitale presente sul fondo pensione (che può essere impiegato tutto o in parte, se lo si desidera). Ovvio, però, che senza un adeguato capitale versato nel fondo la rendita avrebbe un importo molto basso.

Anche se la normativa richiede che sul fondo complementare siano stati versati almeno 5 anni di contributi, ne deriva che minore è il capitale presente, minore sarà l’importo dell’assegno mensile.

Per fare un esempio pratico vediamo l’assegno mensile che spetterebbe in base al capitale versato, ipotizzando sempre di impiegarlo tutto nel calcolo della rendita ed ipotizzando un accesso a 62 anni, quando mancano, quindi, 5 anni alla pensione di vecchiaia:

  • con un capitale di 30mila euro spetterebbe un assegno mensile di 500 euro mensili
  • con capitale di 40mila euro spetterebbe un assegno mensile di 666 euro mensili
  • con capitale di 50mila euro spetterebbe un assegno mensile di 833 euro mensili
  • con capitale di 60mila euro spetterebbe un assegno mensile di 1000 euro mensili
  • con capitale di70mila euro spetterebbe un assegno mensile di 1166 euro mensili
  • con capitale di 80mila euro spetterebbe un assegno mensile di 1333 euro mensili

Gli importi indicati, ovviamente, sono suscettibili a variazione in base a quale sia il fondo pensione scelto e sulla base delle condizioni di accesso previste dal fondo (i dati sono stati ottenuti dividendo il capitale maturato per i 12 mesi dell’anno e per gli anni di anticipo, nel caso dei 5 anni di anticipo, quindi, la divisione è su 60 mesi).

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