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Pensione a 58 anni: quali opzioni nel futuro prossimo?

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Quali le opzioni di pensionamento future per chi oggi ha quasi 58 anni? Scopriamolo in base ai contributi versati.

Quali possono essere le opzioni di pensionamento future per chi oggi ha quasi 58 anni di contributi? Scopriamolo rispondendo alla domanda di un lettore:

Buonasera.Ho 57 anni e 8 mesi, con 34 anni e 2 mesi di contribuzione (naia inclusa), come impiegato nel settore privato.
Sono stanco e ambisco ad una diversa qualità della vita.
Benché mi renda conto che la mia pensione sia lontana, non capisco molto della materia e volevo chiedervi quali sono (se ve ne sono) le opzioni (anche con riduzione dell’assegno) che mi permettano di andare in pensione nei prossimi anni.
Sono disposto a fornire eventuali dati che fossero necessari.

Pensione a 58 anni

Attualmente con i contributi maturati nel corso della sua carriera lavorativa, l’unica possibilità di pensionamento per lei è al compimento dei 67 anni (più eventuale aumento per adeguamento alla speranza di vita Istat) con la misura di vecchiaia.

I suoi contributi, infatti, non le permettono di ambire ad alcuna forma di pensione anticipata: troppo pochi per quota 100 e Ape sociale (in scadenza entrambe a fine anno e per entrambe le misure non possiede neanche l’età richiesta), troppo pochi anche per la pensione anticipata ordinaria.

Non riesce a centrare neanche la pensione anticipata contributiva che richiede un minimo di 20 anni di contributi visto che è necessario, per questa misura, che tutti i contributi versati ricadano nel sistema contributivo puro (versati, quindi a partire dal 1996: avendone lei 34 anni suppongo abbia iniziato a versarli prima).

Le opzioni possibili potrebbero essere, come le dicevo poche righe fa, attendere l’età anagrafica che le permette l’accesso alla pensione di vecchiaia o, in alternativa, continuare a lavorare per altri 8 anni abbondanti per accedere alla pensione anticipata ordinaria che richiede, per gli uomini, 42 anni e 10 mesi di contributi.

Non so se nella sua vita lavorativa ci sono buchi contributivi (successivi al 1996) che si collocano tra un contratto a termine e l’altro, in questo caso potrebbe procedere anche al riscatto oneroso degli stessi per avvicinarsi all’obiettivo contributivo che le permetterebbe di lasciare il lavoro in anticipo.

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