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Pensione a 58 anni, quale alternativa all’opzione donna troppo penalizzante?

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Pensione Opzione donna

Non sempre anticipare troppo la pensione risulta essere conveniente per il lavoratore. Vediamo le alternative all’opzione donna.

Andare in pensione richiede una pianificazione soprattutto economica. La pensione, infatti, non riflette quasi mai l’ultimo stipendio (in linea generale si stima un importo che sia pari al 70/80% dell’ultimo stipendio in caso di molti contributi versati) e quando si sceglie una misura che prevede anche penalizzazioni si deve, poi, fare i conti con redditi di molto inferiori a quando si lavorava.

Proprio per questo motivo non si deve avere fretta nel compiere il passo del pensionamento ed è necessario capire cosa sia meglio scegliere. Proprio a questo proposito rispondiamo ad una nostra lettrice che ci chiede:

Buongiorno lavoro in ente pubblico (comune) ho 58anni di età e 40 anni di contributi vorrei sapere pressappoco quando andare in pensione e quanto verrei a prendere grazie.

Pensione a 58 anni

Se come si preannuncia per il prossimo anno dovesse esserci una proroga dell’opzione donna, potrebbe accedere alla pensione con questa misura senza attendere troppo, ma nel suo caso non so quanto possa risultare conveniente questa scelta.

L’opzione donna permette l’accesso alla pensione alle lavoratrici dipendenti che hanno compiuto i 58 anni ed hanno maturato i 35 anni di contributi (entro il 31 dicembre 2020 con l’attuale norma in vigore o entro la fine del 2021 se prorogheranno la misura) e alle lavoratrici autonome che, con gli stessi contributi maturati, hanno compiuto i 59 anni.

La misura prevede, però, un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale ed in alcuni casi questo comporta una penalizzazione che arriva anche al 30% rispetto all’assegno calcolato con il sistema misto. E, da sottolineare, la penalizzazione è per sempre.

Nel suo caso la scelta non conviene , a mio avviso, perchè con l’opzione donna anticiperebbe la pensione solo di poco rispetto alla pensione anticipata ordinaria ed accettare il ricalcolo contributivo dell’assegno appare una scelta conveniente solo per chi riesce ad anticipare la quiescenza di parecchi anni (per chi accede a 58 anni con 35 anni di contributi l’anticipo rispetto alla misura anticipata ordinaria è di ben 7 anni).

Nel suo caso il mio consiglio è quello di attendere di maturare i 41 anni e 10 mesi di contributi che richiede la pensione anticipata ordinaria per l’accesso e avere, quindi, un assegno previdenziale senza penalizzazioni.

 

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