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Pensione 2023: quali rischi per chi ha cristallizzato il diritto?

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Cosa rischiano i lavoratori che, pur avendo raggiunto il requisito di accesso alla pensione continuano a lavorare?

Molta la preoccupazione dei lavoratori per quello che si potrebbe decidere con la riforma pensioni 2023. Si è vociferato che si modificherà la Legge Fornero e molto ha spaventato il fatto che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato in più occasioni di ritorno al contributivo. Cerchiamo di capire cosa accade a chi, pur avendo raggiunto il diritto alla pensione, ha deciso di continuare a lavorare rispondendo ad un nostro lettore che scrive:

Buongiorno.Non si capisce che cosa succederà nel 2023 ai lavoratori che hanno già maturato i requisiti per la Fornero e stanno continuando a lavorare.
Ho iniziato a lavorare nel 1978 ed ho maturato i requisiti per la Fornero il primo di maggio 2021.
Se vado in pensione dal 2023 in poi avrò diritto al misto o ci sono rischi di calcolo interamente contributivo?
Grazie

Pensione 2023, quali rischi?

Come ho scritto anche in un precedente articolo, io penso che la legge Fornero non venga intaccata dalla riforma 2023. Ovviamente è solo il mio pensiero ed il governo potrebbe anche decidere diversamente, ma il pensionamento previsto dalla Fornero ha già paletti molto rigidi e non avrebbe senso modificarli ulteriormente. Chi si vuole penalizzare è che accede prima alla pensione pur non avendo maturato gli oltre 40 anni di contributi che richiede la legge in questione.

Ma anche se dovesse intervenire un cambiamento radicale nei pensionamenti, anche se si dovesse, per assurdo, prevede che la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi restituisca un assegno calcolato interamente con il sistema contributivo, non dovrebbero esserci rischio per chi ha cristallizzato il diritto alla pensione prima del 2023.

E vado a spiegare perchè: quando si raggiungono i requisiti di accesso ad una misura previdenziale si acquisisce il diritto di uscire dal mondo del lavoro con quella stessa misura anche in momenti successivi al raggiungimento e anche se intervengono modifiche di legge alla misura in questione. Le faccio un esempio. Se io ho raggiunto i 42 anni e 10 mesi necessari entro il 31 dicembre 2021 e, il 1 gennaio 2022 si decide di innalzare gli stessi a 43 anni e 10 mesi, io potrò continuare ad accedere con il requisito previsto nell’anno in cui è stato raggiunto senza che lo stesso possa essere variato.

La cristallizzazione del diritto, quindi, garantisce a chi decide di continuare a lavorare di poter accedere al pensionamento alle medesime condizioni esistenti al momento del raggiungimento dei requisiti di accesso, in qualsiasi momento.

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