Pensionamento, quando è a 65 anni e quando a 67

di Patrizia Del Pidio

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Non per tutti i dipendenti del pubblico impiego scatta il pensionamento a 65 anni: vediamo in quali casi.

Sono una insegnante della scuola pubblica, sono nata ad Aprile del 1955, e in base alla Riforma Fornero, ero convinta che avrei potuto lavorare fino al 2022, al compimento dei 67 anni. Lo speravo perché ho maturato poco più di 25 anni di contributi.

Con molta sorpresa e preoccupazione, invece, leggo che nella Pubblica Amministrazione si viene collocati in pensione d’ufficio al compimento dei 65 anni, vedendo sfumare la possibilità di maturare altri 2 anni di contributi e percepire un assegno pensionistico leggermente migliore.

La prego di rispondermi e di spiegarmi se posso, e entro quale data,  inoltrare una domanda al Dirigente per poter lavorare altri 2 anni, fino al compimento dei 67 anni, anche perché non ero minimamente preparata a questa evenienza e non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito dalla mia scuola.

La ringrazio. Cordialmente.

La pubblica amministrazione è obbligata a collocare a riposo d’ufficio i dipendenti che al compimento dei 65 anni abbiano raggiunto un qualsiasi diritto alla pensione (ad esempio la pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e con 42 anni e 10 mesi per gli uomini).

I dipendenti che al compimento dei 65 anni non hanno raggiunto il diritto a nessun tipo di pensionamento, invece, rimangono in servizio fino al compimento dei 67 anni per poter accedere alla pensione di vecchiaia.

Nel suo caso, quindi, non avendo raggiunto alcun diritto al pensionamento, al compimento dei 65 anni non sarà collocata a riposo d’ufficio ma dovrò continuare a lavorare fino a quando maturerà i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia, ovvero 67 anni di età ed almeno 20 anni di contributi.

 

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