Il pensiero dopo la prova del concorso a cattedra: oggi è stato il giorno più umiliante della mia vita. Lettera

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Ci sono molti modi per fare violenza e forse quello fisico non è neanche quello più doloroso Oggi ho avvertito quanto lo Stato che dovrebbe garantire i principi della legalità per tutelare tutti i propri cittadini, in realtà utilizza il suo potere per schiacciarti.

Ci sono molti modi per fare violenza e forse quello fisico non è neanche quello più doloroso Oggi ho avvertito quanto lo Stato che dovrebbe garantire i principi della legalità per tutelare tutti i propri cittadini, in realtà utilizza il suo potere per schiacciarti.

Oggi ho affrontato la prova con la tranquillità della coscienza, con la speranza che qualcuno in realtà pensasse a valorizzare il merito, quello reale, che deriva dalla dedizione e dall'amore per il proprio lavoro, dalle soddisfazioni che ti danno i tuoi studenti e dalle attestazioni di fiducia dei colleghi.

Oggi ho sperato fino in fondo che quello che definiamo "concorso truffa" in realtà fosse una possibilità.

Oggi ho capito che mi sbagliavo e ho visto chiaro il progetto e la trappola tesaci dai nostri politicanti: una selezione a partire dal tipo di percorso abilitante, dall'età, non dalla competenza, non dal sapere agito.

Declinare i contenuti in u.d. e uda progettati dai tecnocrati del potere NON È COMPETENZA. È

stato difficile non alzarsi ed andarsene imprecando contro Renzi e banda bassotti, è stato difficile portare a termine il mio dovere come faccio e insegno sempre, sarà difficile tornare a scuola domani e credere che la mia Scuola sia il luogo fisico e mentale più bello del mondo. Questo è un paese, uno stato, un "desiderio " che non mi appartiene più.

PROFESSORESSA Lara Tanfoglio

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