Pensiamo al dopo Gelmini: l’Invalsi e la curva di Gauss

Di Lalla
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di Vincenzo Pascuzzi – Farnetica: "Mi piacerebbe andare alla Sapienza, peccato che ci siano sempre problemi di ordine pubblico. Se gli studenti mi consentiranno di andare nelle università
senza determinare problemi, ben volentieri". Così stamattina alla radio! È chiaro che è in difficoltà, costretta a mentire e contraddirsi. In 30 mesi a viale Trastevere non ha mai (o quasi) voluto ricevere né studenti, né docenti precari, né genitori con i bambini che manifestavano e protestavano pacificamente sulla scale del Miur fronteggiati da grintosi poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa!

di Vincenzo Pascuzzi – Farnetica: "Mi piacerebbe andare alla Sapienza, peccato che ci siano sempre problemi di ordine pubblico. Se gli studenti mi consentiranno di andare nelle università
senza determinare problemi, ben volentieri". Così stamattina alla radio! È chiaro che è in difficoltà, costretta a mentire e contraddirsi. In 30 mesi a viale Trastevere non ha mai (o quasi) voluto ricevere né studenti, né docenti precari, né genitori con i bambini che manifestavano e protestavano pacificamente sulla scale del Miur fronteggiati da grintosi poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa!

Finora è stata rigidissima, non ha voluto colloquiare né confrontarsi. Adesso il governo di cui fa parte è in serissime difficoltà, potrebbe essere sfiduciato a giorni ed è chiaro – anche a Pdl e Lega – che i tagli alla scuola, forsennati e spacciati per riforme addirittura epocali, hanno contribuito non poco alla sua crisi e possibile cacciata. Per questo nelle foto appare rigida, preoccupata, ingessata, impalata, “’na sùbbia” diremmo in romanesco! Vedremo!

Veniamo all’Invalsi. Con il contributo dell’Istat per la selezione dei campioni, dell’Accademia della Crusca per l’italiano e dell’Unione Matematica Italiana per la matematica, ha ri-corretto un campione statistico rappresentativo delle prove di maturità del 2009. I risultati sono disastrosi, fallimentari. La scuola paradossalmente produce più ignoranza che istruzione! L’Invalsi ha giudicato insufficienti il 58% dei temi d’italiano e il 54,5% dei compiti scritti di matematica mentre le commissioni di maturità bocciano con percentuali dell’uno o due per cento. Giornali e media riportano i risultati Invalsi con titoli del tipo: “Agli esami la Caporetto della matematica” e “I maturandi non sanno scrivere in italiano” ma questi allarmi e denunce ricorrenti non hanno alcun seguito, nessuno provvede, dopo un po’ non se ne parla nemmeno più. Il Miur tranquillamente ignora.

Conferma indiretta della situazione si ha anche dai comportamenti delle università costrette a organizzare corsi di italiano e matematica per le matricole! Basta un titolo di un giornale: “Troppi somari tra le matricole, gli atenei tentano il “recupero” estivo. Da Nord a Sud proliferano i corsi di alfabetizzazione. Bestia nera: l’ortografia”.

Ulteriore conferma si può avere applicando la curva di Gauss ai voti degli esami di terza media e di maturità. La curva di Gauss o gaussiana è una curva atta a rappresentare la distribuzione statistica di molti fenomeni. Graficamente si presenta come una campana (o un’ogiva, o una collinetta, o un’onda) simmetrica rispetto a un valore medio centrale. Chi non la conosce la trova agevolmente riportata in internet. Applicata ai risultati degli esami citati, la gaussiana rivela un anomalo accumulo di voti pari al 6 per la terza media e di voti tra il 60 e il 64 per la maturità. L’interpretazione potrebbe essere che, per vari motivi, un certo numero di esaminati non meritevoli di promozione è stato invece comunque promosso. Questo numero di promozioni agevolate può essere stimato intorno al 15-20%.

La scuola italiana potrebbe trovarsi nella condizione critica rappresentata da circa un 20% di dispersione scolastica e un altro quasi 20% di diplomati solo nominali. Questa ipotesi, che potrebbe contribuire a spiegare disagi, bullismo, anche disoccupazione, andrebbe approfondita e verificata e – se vera – contrastata.

È opportuno chiarire esplicitamente che, con quanto detto, non si intende affatto invocare né ulteriore rigore, né maggiore severità e nemmeno una presunta, fantomatica “terapia delle bocciature “. Si intende segnalare un possibile indice dell’inadeguatezza cronica della scuola, dell’inefficacia delle riforme e delle modalità di valutazione. Vedremo se il successore della Gelmini sarà in grado di porsi e affrontare questo problema.

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