Pensare fuori dagli schemi per reinventare l’istruzione, il progetto: “La scuola diventare un luogo di esperienze formative inaspettate e coinvolgenti”

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Può la scuola diventare un luogo di esperienze formative inaspettate e coinvolgenti? Secondo Anna Granata, docente di Pedagogia all’Università di Milano-Bicocca, la risposta è sì.

Insieme a un gruppo di colleghi, ha ideato “5 minuti per cambiare la scuola”, un’iniziativa che raccoglie buone pratiche innovative, spesso a costo zero, per trasformare la vita scolastica.

Le proposte spaziano dall’osservare le stelle per lezioni serali all’aria aperta, all’analizzare gli anelli di crescita di alberi secolari per scoprire la storia. Ma c’è di più: co-progettare spazi, uscite e lezioni direttamente con studenti e studentesse, o riscoprire il valore del “perdere tempo” per attività di svago e rilassamento.

L’esperienza di un viaggio o di un soggiorno all’estero può innescare una miriade di idee fresche per un insegnante. E che dire di un intero collegio docenti riunitosi in un contesto naturale come la cima di una montagna? Pensieri e proposte innovative potrebbero fiorire in un simile ambiente.

Tra le idee più sorprendenti, c’è quella di regalare alle maestre una rete da pallavolo a fine anno scolastico, incoraggiando momenti di gioco e movimento.

Granata e il suo team hanno raccolto queste gemme didattiche negli anni, con l’obiettivo di migliorare la vita di studenti, genitori, insegnanti e l’intero ambiente scolastico. Superare piccoli e grandi problemi, favorire l’apprendimento e l’integrazione: questo il cuore del progetto “5 minuti per cambiare la scuola”.

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