Pelù: “Neofascisti in azione in una scuola a Firenze? Rispondiamo proponendo più educazione civica”

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Dopo l’aggressione subita dagli studenti sabato scorso davanti al Liceo Classico “Michelangiolo” a Firenze, Piero Pelù interviene a La Repubblica.

“Una scuola progressista, con professori molto aperti, frequentata da studenti di sinistra ma anche da estremisti di destra. La tradizione è rimasta quella, un liceo aperto a tutti i pensieri”.

E ancora: “Dal governo mi aspetto fermissima condanna e polso duro, perché al di là di quello che può essere la ricerca della verità e quindi della giustizia, questo governo si dovrà occupare di questo disagio che c’è tra i giovani, perché se i ragazzi liceali e post liceali si dedicano così tanto alla violenza vuol dire che ci sono troppe cose che non funzionano e che c’è una deriva culturale. Solo attraverso la cultura possiamo cercare di arginare questi fenomeni e salvare questa generazione, perché se no ci sarà un continuo battersi fino a che non si arriverà a spararsi e a sprangarsi come negli anni Settanta. Per non dire delle troppe armi che girano, e non solo armi bianche”.

Poi aggiunge: “Diffondere idee positive a cominciare dalla musica, che veicola nella maggior parte dei casi messaggi d’amore. E più che scandalizzarsi per i rave, bisognerebbe reagire contro il mito della violenza che sta dilagando. Ad esempio reinvestendo tempo e risorse nell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado, e non per una volta al mese ma più volte a settimana. Ma bisognerebbe inserire anche corsi di educazione sessuale e di educazione sulle dipendenze, per le droghe ma anche per il tabacco, la caffeina, l’alcol. E per la dipendenza da Internet, nuova e anche questa gravissima e sempre più diffusa. Su questo dovrebbe agire un governo maturo e moderno. A meno di non volersi ritrovare a fronteggiare a breve le faide e le rappresaglie e a dover aggiornare il conto dei morti”. 

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