PEI provvisorio in vigore da quest’anno: quando va redatto, da chi e in quali casi. Guida per immagini

Stampa

Piano Educativo Individualizzato (PEI) provvisorio in vigore dall’a.s. 2020/21: quando, come, da chi e in quali casi va predisposto. Quali sezioni del modello nazionale compilare.

Nuovo PEI

Il modello nazionale di PEI (uno per grado di istruzione: infanzia, primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado) è stato adottato dal Ministero dell’Istruzione, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il DI n. 182/2020, che ha altresì definito le  nuove modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità e adottato le relative Linee Guida.

Con la nota n. 40/2021, il Ministero ha chiarito che il nuovo PEI deve essere adottato universalmente dall’a.s. 2021/22 (fermo restando che può essere utilizzato già dal 2020/21, anzi nella nota si suggerisce la necessità di un graduale passaggio alla nuova disciplina) e che trovano applicazione già dal corrente anno scolastico alcune misure, quale ad esempio quella relativa al PEI provvisorio. 

Approfondisci tempistica adozione misure DI 182/2020

PEI provvisorio

Cos’è 

Il PEI provvisorio per l’a.s. successivo è definito nelle Linee Guida come il nucleo primigenio del PEI, trattandosi della prima redazione del piano educativo individualizzato, in seguito alla presentazione a scuola della certificazione di disabilità da parte della famiglia.

Non si tratta di un documento distinto, ma di una sezione del nuovo PEI denominata “PEI provvisorio per l’a. s. successivo“. Sottolineiamo che, oltre alla predetta sezione, è necessario compilarne altre (come vedremo meglio di seguito), al fine di effettuare una previsione sulle necessità e sui bisogni formativi dell’alunno

Il PEI provvisorio riporta pertanto la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, la proposta delle risorse da destinare agli interventi di assistenza igienica e di base, nonché la proposta delle risorse professionali per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione.

All’inizio dell’anno successivo, poi, si dovrà elaborare e approvare il PEI per l’anno in corso, utilizzando interamente il modello del relativo grado di scuola. Infatti, come si evince da quanto detto sopra, per il PEI provvisorio il modello  va compilato parzialmente (solo alcune sezioni).

Chi riguarda

Il PEI provvisorio è redatto nei casi di nuova certificazione. Nello specifico, come ulteriormente chiarito dal Ministero con apposita FAQ, va predisposto per:

  • alunni neoiscritti in un’istituzione scolastica (cioè che entrano per la prima volta nel sistema scolastico italiano; di solito i bambini della scuola dell’infanzia, tuttavia potrebbe riguardare anche i bambini della primaria, considerato che la scuola dell’obbligo inizia con tale ordine di istruzione);
  • alunni già iscritti e frequentanti per i quali viene accertata, successivamente all’scrizione e nel corso della frequenza, la condizione di disabilità.

Chi lo redige e quando

Il PEI provvisorio è redatto dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO), entro il 30 giugno.

Il GLO è nominato dal dirigente scolastico, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 3 del DI n. 182/2020, riferimento questo su cui deve basarsi anche la nomina del GLO in caso di redazione di PEI provvisorio.

Il GLO, presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, è composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe. Partecipano al GLO:

  • i genitori dell’alunno con disabilità o chi ne esercita la responsabilità genitoriale;
  • le figure professionali specifiche interne alla scuola (lo psicopedagogista, ove esistente, ovvero docenti referenti per le attività di inclusione o docenti con incarico nel GLI per il supporto alla classe nell’attuazione del PEI);
  • le figure professionali specifiche esterne alla scuola (l’assistente all’autonomia e alla comunicazione ovvero un rappresentante del GIT territoriale);
  • l’unità di valutazione multidisciplinare, tramite un rappresentante designato dal Direttore sanitario dell’ASL di riferimento;
  • gli studenti interessati (se possibile).

Quanto alla componente docenti (per il PEI provvisorio):

  • nel caso di alunni già iscritti e frequentanti e quindi di nuova certificazione dopo l’ingresso a scuola, sono membri di diritto del GLO i docenti del team o del consiglio della classe frequentata dagli stessi (alunni);
  • nel caso di alunni neoiscritti, ossia che si iscrivono per la prima volta a scuola, e che non sono stati ancora assegnati ad una classe/sezione, il dirigente scolastico individua i docenti che possono far parte del GLO e li nomina secondo quanto detto sopra (ai sensi dell’articolo 3 del DM 182/2020). Qualora l’alunno interessato resti nel medesimo ordine di scuola anche il prossimo anno (per esempio nella scuola dell’Infanzia), il dirigente, in base ai criteri e alle procedure della scuola, assegna la sezione di relativa frequenza e nomina nel GLO i docenti della sezione di destinazione.

Nelle Linee Guida si sottolinea che la redazione del PEI è sempre di competenza della scuola di destinazione, eccetto i casi in cui la certificazione della condizione di disabilità sia presentata dalla famiglia nei mesi terminali dell’ultimo anno di ciascun segmento scolastico (ultimo anno della scuola dell’infanzia, classe V scuola primaria, classe III scuola secondaria di I grado) e in genere dopo il 31 marzo. In tali casi, in cui l’assegnazione del docente di sostegno è prevista per l’anno scolastico successivo, il GLO è costituito nella scuola frequentata dall’alunno e si dovrà aver cura di coinvolgere nella riunione dello stesso (GLO) un docente dell’istituto scolastico che l’allievo frequenterà l’anno prossimo.

Come si redige

La sezione del modello di PEI dedicata, come già detto, è la n. 12 “PEI provvisorio per l’a. s. successivo“.  Oltre a questa sezione, al fine di effettuare una previsione sulle necessità dell’alunno, è necessario compilarne altre:

  • Intestazione e composizione del GLO;
  • Sezione 1 – Quadro informativo, con il supporto dei genitori;
  • Sezione 2 – Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento;
  • Sezione 4 – Osservazioni sull’alunno per progettare gli interventi di sostegno didattico;
  • Sezione 6 – Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori.

Intestazione e composizione del GLO

Qui vanno inseriti i nomi dei componenti del GLO e la componente alla quale ciascuno appartiene (genitore, docente, assistente all’autonomia e comunicazione …):

– Sezione 1 “Quadro informativo”

La sezione n. 1 va compilata dai genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, per fornire indicazioni sulla situazione familiare e una descrizione dell’alunno. Per la scuola secondaria di secondo grado è possibile, inoltre, riportare elementi ricavati dalla descrizione di sé, fornita dallo studente tramite interviste o colloqui. Nel caso fosse necessario, sentiti i membri del GLO, la scuola può sostenere genitori e studenti nell’assolvimento di tale adempimento.

Questa la sezione:

– Sezione 2 “Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento”

Nella sezione n. 2 si devono riportare, attraverso una descrizione sintetica, gli elementi generali ricavati dal Profilo di Funzionamento (PF), che ricomprende la diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale ed è redatto dall’unità di valutazione multidisciplinare del SSN competente per territorio.

Il PF, documento propedeutico alla predisposizione del PEI, non può essere ancora redatto in quanto si attendono le previste Linee Guida del Ministero della Salute, pertanto gli elementi da riportare nella sezione vanno dedotti dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale.

Quando si disporrà del PF, il GLO procederà ad una sintesi che evidenzi le informazioni sulle dimensioni rispetto alle quali è necessaria un’analisi puntuale, seguita dalla progettazione di specifici interventi. A tal fine, è necessario segnalare le “dimensioni” da definire nel PEI, indicando accanto a ciascuna se necessiti o meno di un’analisi nella fase di osservazione, al fine di progettare adeguati interventi educativo-didattici.

Nel caso non si disponga del PF, a partire dagli elementi contenuti nella Diagnosi Funzionale, si procederà analogamente a quanto detto sopra, segnando le dimensioni e le sezioni del PEI per le quali sono previsti o meno interventi:

– Sezione 4 “Osservazioni sull’alunno per progettare gli interventi di sostegno didattico”

Questa la sezione:

L’osservazione:

  • costituisce un’attività  propedeutica alla progettazione educativo-didattico dell’alunno. E’ il punto di partenza per individuare i punti di forza sui quali costruire gli interventi educativi e didattici;
  • è di competenza di tutti i docenti della sezione/classe;
  • riguarda le dimensioni della Socializzazione e dell’Interazione, della Comunicazione e del Linguaggio, dell’Autonomia e dell’Orientamento, Cognitiva, Neuropsicologica e dell’Apprendimento.

Sottolineiamo che le nuove disposizioni determinano il passaggio dagli “Assi” – attraverso i quali era possibile un esame della condizione del bambino, già dalla scuola dell’Infanzia, tale da permettere una conoscenza approfondita della persona nel suo sviluppo evolutivo – alle “Dimensioni” , ove sono ricompresi i diversi elementi registrabili in riferimento alle potenzialità del soggetto. Le dimensioni, si legge nelle Linee Guida, aggregano, in un’ottica di sintesi, i precedenti “parametri” o “assi” già utilizzati per la redazione del PEI. 

L’osservazione e la conseguente progettazione degli interventi per l’alunno, pertanto, si fondano e si articolano:

a. nella dimensione della relazione, della interazione e della socializzazione, che afferisce alla sfera affettivo-relazionale, considerando l’area del sé, il rapporto con gli altri, la motivazione verso la relazione consapevole, anche con il gruppo dei pari, le interazioni con gli adulti di riferimento nel contesto scolastico, la motivazione all’apprendimento;

b. nella dimensione della comunicazione e del linguaggio, che fa riferimento alla competenza linguistica intesa come comprensione del linguaggio orale, alla produzione verbale e al relativo uso comunicativo del linguaggio verbale o di linguaggi alternativi o integrativi, comprese tutte le forme di comunicazione non verbale, artistica e musicale; nella dimensione comunicazionale, intesa anche come modalità di interazione, presenza e tipologia di contenuti prevalenti, utilizzo di mezzi privilegiati;

c. nella dimensione dell’autonomia e dell’orientamento, che afferisce all’autonomia della persona e all’autonomia sociale, alle dimensioni motorio-prassica (motricità globale, motricità fine, prassie semplici e complesse) e sensoriale (funzionalità visiva, uditiva, tattile);

d. nella dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento, che fa riferimento alle capacità mnesiche, intellettive e all’organizzazione spazio-temporale, al livello di sviluppo raggiunto relativamente alle strategie utilizzate per la risoluzione di compiti propri della fascia d’età, agli stili cognitivi, alla capacità di integrare competenze diverse per la risoluzione di compiti, alle competenze di lettura, scrittura, calcolo, decodifica di testi o messaggi.

Per ciascuna delle succitate dimensioni  vanno individuati: obiettivi ed esiti attesi; interventi didattici e metodologici articolati in attività, strategie e strumenti.

Precisiamo che, nel caso di alunni neoiscritti (vedi sopra), gli insegnanti non hanno avuto modo di osservarli, per cui  soltanto la famiglia o gli specialisti che li hanno seguiti possono portare quegli elementi di conoscenza, circa la loro condizione, necessari alla redazione del PEI provvisorio.

– Sezione 6 “Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori”

Premettiamo che, per questa sezione, il modello di PEI prevede un unico campo aperto non strutturato, che le scuole possono compilare con grande flessibilità, tenendo conto di esigenze, conoscenze ed esperienze maturate rispetto alla prospettiva bio-psico-sociale alla base della classificazione ICF dell’OMS:

Le osservazioni sul contesto vanno effettuate tenendo conto della prospettiva bio-psico-sociale, al fine di identificare barriere e facilitatori da tenere in considerazione per realizzare interventi efficaci. 

Barriere e facilitatori sono costituiti dai fattori contestuali che si distinguono in fattori personali e fattori ambientali. Questi due fattori sono in rapporto con le Funzioni del Corpo, le Attività Personali e la Partecipazione sociale e li rendono possibili ovvero ne migliorano il funzionamento (facilitatori) oppure lo  ostacolano (barriere).

L’osservazione del contesto va, dunque, indirizzata all’individuazione degli elementi che rappresentano delle barriere da rimuovere e degli elementi che possono essere invece facilitatori da valorizzare nella progettazione degli interventi educativi e didattici, al fine di creare un ambiente inclusivo (in ambito scolastico, bisogna stare attenti ad alcuni elementi che sono allo stesso tempo barriere e facilitatori: nelle Linee Guida viene riportato l’esempio dell’utilizzo di materiale appositamente predisposto per l’alunno con disabilità, vistosamente diverso da quello dei compagni; tale materiale, da un lato, facilita senz’altro l’apprendimento ma, dall’altro, può essere rifiutato perché segno evidente di diversità). 

I fattori personali nella versione attuale dell’ICF non vengono classificati. Essi, leggiamo nel Manuale dell’ICF, comprendono il sesso, la razza, l’età, la forma fisica, lo stile di vita, le abitudini, la capacità di adattamento e altri fattori di questo genere. La loro valutazione, se necessaria, è lasciata agli utilizzatori. Partendo dalle indicazioni del predetto Manuale ICF, nelle Linee Guida si suggerisce di osservare alcune dimensioni di contesto personale e come queste possano facilitare oppure ostacolare il funzionamento dell’alunno nell’apprendimento e partecipazione sociale (ad esempio: abitudini consolidate, capacità di adattamento ai cambiamenti ed altre variabili come la motivazione, la gestione delle emozioni, gli stili attributivi, l’autoefficacia e l’autostima).

I fattori ambientali sono estrinseci all’individuo e, secondo la prospettiva dell’ICF, costituiscono gli atteggiamenti, l’ambiente fisico, l’ambiente sociale e altri fattori legati a prodotti e tecnologie.

Nel contesto scolastico, tramite l’osservazione, sono facilmente individuabili gli elementi dell’ambiente fisico, ossia i facilitatori e le barriere fisiche (ad esempio barriere architettoniche, locali eccessivamente rumorosi, carenza di tecnologie specifiche, mancanza di supporti per l’autonomia personale …). Più complessa è invece l’osservazione degli elementi del contesto sociale, in riferimento al quale vanno osservati le relazioni con insegnanti e adulti di riferimento e con il gruppo dei pari, valutandone l’influenza positiva o negativa.

Quanto agli atteggiamenti, si devono considerare soprattutto i facilitatori che possano promuovere l’inclusione. Nei casi in cui si manifestino problemi di comportamento che possano generano tensioni con il gruppo classe e le famiglie, è opportuno prevenire e  limitare quanto più possibile atteggiamenti di rifiuto o emarginazione.

Nelle Linee Guida, infine, si suggerisce di individuare non solo facilitatori individuali rivolti alla  singola persona ma anche facilitatori universali, rinvenibili nella “Progettazione universale” e di inclusione, su cui l’ONU si è autorevolmente pronunciata più volte. Relativamente all’istruzione, nella predetta progettazione, vengono valorizzate due strategie di intervento:

  • didattica flessibile: si propongono modalità di svolgimento delle attività didattiche adeguate alle esigenze di ciascuno studente, evitando una proposta unica per tutta la classe;
  • proposte ridondanti e plurali: si propongono attività basate su molteplici forme di fruizione-somministrazione-valutazione, considerando canali comunicativi diversi, lasciando scegliere le modalità più efficaci per ogni studente e valorizzando varie possibilità di esprimere gli output dell’apprendimento. Ad esempio, l’uso del canale uditivo (esposizione orale dell’insegnante) potrebbe essere rafforzato o compensato utilizzando un rinforzo visivo sia verbale (testi scritti proiettati sulla LIM) sia non verbale (immagini o video). Sono preferibili, affinché l’attività svolta sia efficace, lezioni che prevedano attività operative capaci di coinvolgere tutti i sensi o altre funzioni corporee o cognitive.

I facilitatori universali si inseriscono nell’ambito di una visione che parte dalla constatazione che, negli ambienti di apprendimento, la diversità individuale è la regola (non l’eccezione) e che l’istruzione dovrebbe orientarsi considerando le variabili e non un livello di apprendimento standard. Un ambiente d’apprendimento organizzato facendo ricorso alla didattica flessibile e alle proposte ridondanti e plurali, non esclude sempre interventi di personalizzazione per l’alunno con disabilità, tuttavia se necessari, saranno assai più semplici da organizzare e più efficaci.

 – Sezione 12 “PEI provvisorio per l’a. s. successivo”

Compilate le sezioni sopra illustrate, si deve redigere l’apposita sezione “PEI provvisorio per l’a. s. successivo“:

Come detto sopra, in questa sezione si devono riportare gli interventi necessari per garantire il diritto allo studio e la frequenza per l’anno scolastico successivo:

  • proposta numero ore di sostegno
  • proposta risorse da destinare agli interventi di assistenza igienica e di base
  • proposta tipologie di assistenza/figure professionali e relativo fabbisogno da destinare all’assistenza, all’autonomia e/o alla comunicazione

Le indicazioni del PEI provvisorio sono necessarie al GLO che nell’anno successivo dovrà redigere il PEI e contengono suggerimenti, proposte e strategie da verificare dopo l’ingresso del bambino a scuola, prevedendo interventi correttivi o integrazioni, soprattutto a livello di organizzazione e utilizzo delle risorse, in base alle necessità effettive. Per l’approvazione definitiva del PEI il GLO si riunisce, di norma, entro il 30 ottobre.

Riguardo alla scadenza del 31 ottobre, con apposita FAQ, il Ministero ha chiarito che non si tratta di una scadenza perentoria e in casi particolari si può derogare, tuttavia si tratta di eccezioni. La scadenza, evidenzia il Ministero, va rispettata per applicare da subito le misure necessarie all’inclusione.

Formulazione proposta ore sostegno e risorse da destinare all’assistenza

La proposta del numero di ore di sostegno e delle risorse da destinare agli interventi di assistenza igienica e di base, la
proposta delle tipologie di assistenza/figure professionali e relativo fabbisogno da destinare all’assistenza, all’autonomia e/o alla comunicazione, va formulata dal GLO secondo quanto previsto dall’articolo 15 del DI 182/2020 e secondo le modalità di cui all’articolo 18 del medesimo decreto.

Il GLO, alla luce delle predette disposizione, sulla base del Profilo di Funzionamento:

  • individua le principali dimensioni interessate dal bisogno di supporto per l’alunno e le condizioni di contesto facilitanti, con la segnalazione del relativo “debito di funzionamento”, utilizzando l’Allegato C al DI 182/2020;
  • formula una proposta relativa al fabbisogno di risorse professionali per il sostegno e l’assistenza, igienica e di base, nonché di specialistica (all’autonomia e/o comunicazione), nell’ambito dei range e dell’entità delle difficoltà indicati nella Tabella di cui all’Allegato C1 al DI 182/2020.

Nella definizione del summenzionato fabbisogno summenzionato, il GLO tiene conto delle “capacità” dell’alunno indicate nel
Profilo di Funzionamento, secondo il seguente schema:

Scheda relativa al Debito di funzionamento (allegato C)

Tabella Fabbisogno risorse professionali per il sostegno didattico e l’assistenza (allegato C1)

Il Ministero ha ulteriormente chiarito, con apposite FAQ, a chi spetta la compilazione della scheda relativa al debito di funzionamento:

24. Chi compila la scheda “Debito di funzionamento” e la “Tabella dei fabbisogni”?
Entrambe sono di competenza del GLO, nel corso dell’incontro di approvazione del PEI provvisorio per gli alunni di nuova iscrizione o certificazione (Linee Guida, pag. 62) o della verifica finale del PEI per tutti gli altri (Linee Guida, Pag. 55).

Per approfondire le modalità di formulazione delle proposte suddette leggi “Nuovo PEI, verifica finale e proposta GLO ore sostegno e assistenza. Compilazione sezione undici”.

Riforma sostegno, adempimenti 2020/21: PEI provvisorio entro il 30 giugno e curricolo studente

Modelli PEI, normativa e allegati

Stampa

Acquisisci 6 punti con il corso Clil + B2 d’inglese. Contatta Eurosofia per una consulenza personalizzata