Pedofilia a scuola: come gli insegnanti possono prevenirla

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I recenti fatti di cronaca portano di nuovo alla ribalta la tragica problematica della pedofilia. Presunti abusi avvenuti addirittura in ambiente scolastico svolgono se possibile ancora di più, ma c’è un modo per evitare che drammi del genere si ripetano?

I recenti fatti di cronaca portano di nuovo alla ribalta la tragica problematica della pedofilia. Presunti abusi avvenuti addirittura in ambiente scolastico svolgono se possibile ancora di più, ma c’è un modo per evitare che drammi del genere si ripetano?

La maggior parte degli abusi sessuali è opera di un “mostro conosciuto” che fa parte della cerchia di persone frequentate regolarmente dal bambino. Il numero dei casi di abuso sessuale su minori fa paura, ma l’ampiezza di questo dramma non può essere definita però solo con le cifre, anche se già di per sé allarmanti. Reticenza e tabù nascondono infatti la vera entità di questa terribile piaga sociale.

Tanti genitori ed insegnanti si sentono impreparati di fronte a questa situazione sconcertante e si chiedono come proteggere i bambini dagli abusi sessuali.

Poco tempo fa, il legislatore promulgò un provvedimento che diede più di un grattacapo alle segreterie scolastiche: il Decreto Legislativo 39 del 4 marzo 2014, emanato in attuazione della direttiva 2011/93/UE contro la pedofilia, contiene una serie di migliorie alle norme esistenti, al fine di intensificare la lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.

In particolare, l’art. 2 del decreto, in vigore dal 6 aprile 2014, ha integrato il Testo Unico in materia di casellario giudiziale, DPR 313/2002, prevedendo che, prima di firmare un contratto di lavoro che comporti contatti diretti e regolari con minori, il Dirigente Scolastico debba richiedere il certificato del casellario giudiziale della persona da assumere, al fine di verificare l’inesistenza di condanne per alcuni reati nei confronti di minori.

Il Decreto Legislativo fu visto come l’ennesimo adempimento burocratico a carico della scuola ma aveva uno scopo più che nobile. Peccato, però, che tale ulteriore “pezzo di carta” non impedisca a persone disturbate ma non ancora condannate di venire a contatto comunque con i minori e perpetrare eventuali crimini.

Ma come possono dunque gli insegnanti aiutare a prevenire abusi tanto disgustosi?

Come sapientemente illustrato nel Quaderno del Telefono Azzurro “Come proteggere bambini ed adolescenti dagli abusi sessuali”, la scuola è chiamata ad adoperarsi nell’ambito della prevenzione in termini di promozione del benessere complessivo del bambino, di un clima sereno e cooperativo, basato sul rispetto reciproco, offrendo sostegno in particolare agli alunni che manifestano un disagio.

È inoltre possibile inserire, a livello di programmazione, progetti specifici di prevenzione dell’abuso sessuale realizzati da persone esperte, e molte sono le attività che l’insegnante può realizzare in classe per avviare una prevenzione efficace, con l’obiettivo primario di rafforzare i fattori protettivi e facilitare l’acquisizione e il mantenimento di competenze sociali, benessere emozionale e comportamento adattivo.

  • Risulta utile, infine, ricordare le quattro “R”, le regole alla base di qualsiasi intervento di prevenzione dell’abuso sessuale:
  • Riconoscere possibili situazioni di rischio, distinguendole da situazioni innocue;
  • Reagire al potenziale abuso tramite strategie assertive verbali e comportamentali;
  • Riferire l’abuso a figure di riferimento di cui ci si fida;
  • Rassicurare il bambino e l’adolescente nel caso in cui si senta responsabile o in colpa per quanto accaduto.

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