Pedagogisti: dare alla scuola un’impronta pedagogica. Necessario ora offrire supporto

Maria Angela Grassi Pedagogista, Psicologa, Pubblicista Presidente Nazionale A.N.PE (Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani) – Massimo Luciano Sidoti – Pedagogista Presidente Regione Sicilia A.N.PE – Dare alla scuola un’impronta pedagogica

Dott. Massimo Luciano Sidoti – I bambini, i preadolescenti, gli adolescenti sono individui in continua evoluzione che hanno bisogno non solo di semplici nozioni didattiche e competenze, ma anche di consapevolezza, per sapere affrontare il nuovo senza indugi e sapere essere responsabili.
La scuola è pedagogia e i docenti più esperti sanno quanto sia importante comprendere nell’immediatezza e preventivamente i conflitti in classe, le dinamiche di gruppo, avere la capacità di saper gestire il gruppo e capire i sentimenti di ognuno di loro, di comprendere cosa stanno provando in quel momento, analizzando ogni singolo aspetto della socializzazione.
Perciò non si può prescindere dal dare un’impronta pedagogica alla scuola e per farlo si dovrebbe poter disporre di figure professionali esperte nei processi educativi e formativi, quali i pedagogisti, permettendo
ad ogni docente, alunno/studente e genitore di usufruire delle loro specifiche competenze. Offrire un supporto pedagogico appare necessario in relazione alla particolare situazione venutasi a creare negli ultimi mesi a causa dell’emergenza sanitaria e in vista delle nuove assunzioni dei docenti che nel prossimo anno scolastico si troveranno ad affrontare l’anno di prova.

A questo proposito, la Dr.ssa Maria Angela Grassi – fa presente che l’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani (ANPE) da anni si batte per il riconoscimento della figura del pedagogista, il cui ruolo risulta essere prioritario e autorevole anche nel mondo della scuola.

A nostro avviso, oggi più che mai occorre ridefinire la pedagogia scolastica,che appare inadeguata agli standard pedagogici attuali, e istituire servizi di pedagogia scolastica per supportare tecnicamente e scientificamente il processo di innovazione del sistema di istruzione e formazione, mettendo in campo competenze specifiche da affiancare a quelle dei docenti. Tale necessità nasce dal bisogno di innovare i processi d’insegnamento e di apprendimento e dall’urgenza di educare a nuove forme di civile convivenza,perché occorre sapere qual è l’obiettivo da raggiungere da parte dello Stato, che tipo di generazioni future stiamo crescendo.

Dott. Massimo Luciano Sidoti – La scuola non è solo acquisizione di competenze, la scuola è vita, occorre una didattica capace di formare persone consapevoli, capaci di saper affrontare le innovazioni e le sfide della società odierna, capaci di sapersi evolvere e trovare nuove soluzioni per affrontare le tematiche relative alla costruzione di un mondo sostenibile. E’ nostro dovere, anche nei confronti delle generazioni
future, utilizzare le ricchezze del pianeta senza sprecare le risorse non rinnovabili e senza alterare l’equilibrio dinamico del sistema Terra, da cui dipende la nostra esistenza, educando e formando persone capaci di garantire la continuità delle generazioni future.

Dr.ssa Maria Angela Grassi – La pedagogia a scuola è sempre stata un elemento strutturale, indispensabile per agire in tal senso, e mettere costantemente le basi necessarie per sostenere e strutturare il nostro
pensiero, il nostro agito.

Dott. Massimo Luciano Sidoti – La pedagogia deve essere coinvolgente in tutti gli elementi della vita scolastica e oltre a permetterci di acquisire sapienza, ci deve rendere uomini liberi, capaci di agire, di essere, di esprimersi, di sperimentarsi.

Mettere al primo posto il valore dell’alunno/studente è fondamentale: promuovere lo sviluppo delle sue potenzialità creative, l’espressione sincera, l’immediatezza dei pensieri e dei sentimenti, laddove sorge
l’essere che è più importante dell’apparire e dell’avere, ci permetterà di crescere una generazione per cui la bontà e l’onestà saranno più apprezzate del successo e del potere.

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