Pedagogista professionale nelle scuole. Blundo (M5S): non intacca i posti degli insegnanti di sostegno, allarmismo infondato

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Replica della Sen. Enza Blundo al comunicato dell’Associazione degli insegnanti di sostegno “AsIS”, Consulta Nazionale Docenti Sostegno, Unione docenti di sostegno in via di estinzione.

“L’incontro tenutosi ieri in Senato non era affatto una conferenza stampa di presentazione di un disegno di legge che – come da voi erroneamente riportato – mi accingerei a depositare, bensì un mero spazio di confronto democratico e libera valutazione di una proposta.

Durante la riunione – ripeto a carattere del tutto informale – è stata convergentemente evidenziata la necessità di professionalizzare il Pedagogista da inserire nelle scuole di ogni ordine e grado, come figura capace di coordinare le attività pedagogico didattiche dell’offerta formativa di ogni singolo istituto. Si è altresì ritenuto di individuare e approfondire  successivamente le modalità e i contenuti dei corsi biennali formativi che dovranno essere attivati dalle Università per acquisire competenze specialistiche, anche, ma non solo, in riferimento a categorie sociologiche e grafologiche.

“Tengo a precisare – prosegue la Sen. – che non si è mai parlato di una immissione  in ruolo del pedagogista finalizzata alla copertura dei posti di sostegno già esistenti. Su quest’ultimo aspetto l’incontro è stato utile anche per individuare punti di ambiguità della bozza che hanno generato un allarmismo – ripeto infondato – degli insegnanti di sostegno in merito all’eventuale piano assunzionale di tale figura.

Il pedagogista professionale è un supervisore che coordina e supporta la progettazione degli interventi metodologici dei docenti, senza intervenire sui casi e nelle aree che necessitano dell’intervento psicologico, né in quelli dei circa  100 mila alunni affetti da forme di disabilità e costretti a cambiare continuamente il docente di sostegno a causa degli irrisori posti in organico di diritto.  Pertanto, mi preme ribadire che l’istituzione del pedagogista professionale :

a) non va a  intaccare i posti degli insegnanti di sostegno, bensì a valorizzare la loro specificità;

b) non determina la perdita dell’insegnante di sostegno per l’alunno con disabilità o con un grave disturbo d’apprendimento;

c) i docenti di ruolo sul sostegno, che vantano una titolarità sulla scuola, non saranno costretti a cedere posti per consentire al Dirigente scolastico di attuare tale normativa;

Inoltre, all’interno della stessa bozza è prevista la possibilità per un certo numero di docenti di ruolo appartenenti a ogni istituto di poter accedere a corsi di formazione e aggiornamento su tematiche pedagogiche, educative e didattiche.

Spiace, tuttavia, che gli insegnanti di sostegno abbiano preferito nella giornata di domenica fare pressione  sulla stampa e sulla collega Chimienti, della Commissione Lavoro, affinché prendesse le distanze da una bozza ancora in discussione e da definire invece di partecipare all’incontro preposto, al quale erano stati da me invitati.

La “guerra tra poveri” cui si fa riferrimento è generata dai Governi precedenti che non hanno mai compreso l’importanza di investire nel mondo della scuola.

L’obiettivo prioritario di chi opera nella scuola non deve essere la difesa a prescindere dei posti di lavoro, ma il benessere degli studenti di ogni ordine e grado.  Facilitare il clima di apprendimento con l’osservazione e l’individuazione delle potenzialità e delle criticità di ciascun alunno, consente di mettere in atto tempestivamente gli interventi più adeguati volti, laddove possibile, al superamento delle difficoltà e utili soprattutto a evitare che si traducano in abbandono scolastico. ”

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