PD boccia idea docenti regionali. Spicola: scuola è pilastro nazionale

di redazione
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Mila Spicola Referente education Partito Democratico  – “La Scuola pubblica italiana secondo la Costituzione è nazionale e non può essere regionalizzata.

La nostra scuola è stata lo strumento principale attraverso cui si è realizzata l’unità nazionale (ben diversa da quella territoriale), dunque attenzione a richieste, come quella di alcune regioni del Nord, che in nome dell’autonomia sembrano partire dalla necessità di assicurare un’ottimizzazione dell’organizzazione e finiscono con regionalizzare competenze e ambiti che sono invece prerogativa statale, tra cui quello della professione dei docenti. Partirebbe un ricorso che verrebbe subito accolto, come è accaduto in passato per molto meno.

Dobbiamo partire dai fabbisogni locali? Bene, rispondo al governatore Zaia. Lui parla del suo territorio e io invece di tutto il territorio nazionale. Ottimizziamo l’offerta per tutti gli alunni e le alunne da Nord a Sud, oggi enormemente diseguale a sfavore dei secondi, come certificano poi le indagini tra cui l’ultima dell’Ocse “Disequality in education”. Chiediamo piuttosto che livelli di prestazione essenziale e di offerta per gli alunni e le alunne siano stabiliti nazionalmente senza grosse disparità .

Perché non è solo o tanto un problema di assegnazione docenti ma anche di offerta: a partire dai posti per gli asili nido (solo 7 bimbi su cento hanno il nido a Palermo mentre sono 73 su cento a Trento, il nido rientra oggi a pieno titolo e ha una importanza decisiva nel percorso educativo con la nuova normativa sullo 0-6) e a partire dai posti di tempo pieno (solo 4 bimbi su cento hanno il tempo pieno in Sicilia mentre sono circa 70 su cento a Torino).

Una mancanza di equità di offerta che sfora anch’essa l’incostituzionalità. Zaia, ma non solo lui, anche con la sciatta connivenza di classi dirigenti del Sud poco attente, hanno ribaltato un concetto base della giustizia sociale: dare di più a chi ha di più. Beh, no. Dare a ciascuno quel che gli spetta, senza che i piccoli paghino per il disinteresse dei grandi.”

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