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“Pausa sigaretta” per i collaboratori scolastici: è legittima? Tra norme, illeciti disciplinari e divieto di fumo

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Si propone un’accurata analisi di un tema delicato e frequente di taglio pratico: l’allontanamento dal proprio reparto per brevi minuti del personale collaboratore scolastico, ad esempio per fumare una sigaretta (nonostante il divieto di fumo all’interno dei locali scolastici e delle pertinenze esterne) o prendere il caffè al distributore automatico.

Partendo dall’analisi della disciplina contenuta nei contratti collettivi nazionali di lavoro, forniamo chiarimenti utili anzitutto al personale collaboratore scolastico, ma anche ai DSGA che coordinano e gestiscono l’intero personale ATA.

La normativa di riferimento.

Chiariamo anzitutto le mansioni dei collaboratori scolastici, riportando la tabella A allegata al CCNL Scuola 2006-2009: “Esegue, nell’ambito di specifiche istruzioni e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio lavoro, attività caratterizzata da procedure ben definite che richiedono preparazione non specialistica. È addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione, e del pubblico; di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici, di collaborazione con i docenti. Presta ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno  e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale”.

Si evidenzia dunque l’importante apporto in termini di vigilanza di alunni e locali che richiede una presenza costante nel proprio reparto di competenza, giustificandone l’allontanamento solo in presenza di valide ragioni.

Sempre il CCNL Scuola 2006-2009 all’art. 51 detta la disciplina delle pause lavorative in maniera inequivocabile : “L’orario di lavoro massimo giornaliero è di nove ore. Se la prestazione di lavoro giornaliera eccede le sei ore continuative il personale usufruisce a richiesta di una pausa di almeno 30 minuti al fine del recupero delle energie psicofisiche e dell’eventuale consumazione del pasto. Tale pausa deve essere comunque prevista se l’orario continuativo di lavoro giornaliero è superiore alle 7 ore e 12 minuti”.

Nessuna disposizione viene dunque dettata per le ulteriori pause dal lavoro, pur se brevi e occasionali.

Possibili soluzioni.

Fermo restando i dovuti margini di flessibilità che devono essere utilizzati nell’organizzazione del servizio e nella gestione del personale, specie in quelle occasioni in cui risulti necessario fare una breve pausa motivata che non richiede l’allontanamento dall’istituto (si pensi ad esempio alla semplice “boccata d’aria” o all’acquisto di alimenti dai distributori automatici presenti all’interno dei locali scolastici), sarebbe opportuno prevedere una disciplina delle brevi pause in sede di contrattazione integrativa d’istituto.

Ed infatti, rientra tra le materie oggetto di confronto sindacale ai sensi dell’art. 22 del CCNL Istruzione 2016-2018 il “la promozione della qualità del lavoro e del benessere organizzativo e individuazione delle misure di prevenzione dello stress lavoro correlato e di fenomeni di burn-out”.

Un ulteriore spunto risolutore potrebbe essere l’emanazione, da parte del dirigente scolastico, di apposito regolamento interno che disciplini il comportamento del personale scolastico in merito alla possibilità di eseguire brevi pause, e delle modalità di sostituzione da parte dei colleghi.

Illecito disciplinare.

In presenza di palese e ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro attribuito, in particolar modo nei casi di reiterazione abituale del fatto, si manifesta una violazione dei doveri d’ufficio espressi nel CCNL 2016-2018 e nel D. P. R. 62/2013 “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”.

In particolare l’art. 11 del CCNL Istruzione 2016-2018 prevede che: “il dipendente deve rispettare l’orario di lavoro e adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze; non assentarsi dal luogo di lavoro senza l’autorizzazione del dirigente o del responsabile; presso le Istituzioni scolastiche ed educative, quest’ultimo si identifica con il DSGA”.

Alla violazione conseguono responsabilità disciplinari ma anche amministrative.

Sarà dunque opportuno che il Dirigente scolastico, in qualità di datore di lavoro ai sensi dell’art. 25 del D. Lgs. 165/2001, proceda con una contestazione formale dell’addebito.

A margine del procedimento disciplinare, si potrà procedere con l’irrogazione della sanzione del richiamo scritto o della multa.

Divieto di fumo.

La normativa generale prevede il divieto di fumo nei locali pubblici. Per le scuole, già a partire dalla Legge n. 584 dell’11 novembre 1975 “Divieto di fumare in determinati locali e sui mezzi di trasporto pubblico”, il divieto riguarda non solo i locali interni all’istituto ma anche le pertinenze esterne, pur se all’aperto (ad esempio aule, corridoi, uffici, archivi, cortili, parcheggi, biblioteche, scale, ascensori, palestre, sale d’attesa, sale docenti, bagni e spogliatoi).

La violazione del divieto costituisce illecito amministrativo. Sarà cura del Dirigente scolastico, o della persona da questo designata, a procedere all’immediato accertamento del fatto e alla sua contestazione al trasgressore.

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