Patto sulla scuola disatteso, assunti solo 60mila precari su 120mila posti vacanti. Pacifico (Anief): basta paletti

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“Utilizzare entrambe le graduatorie per le supplenze, quindi le Gps di prima e seconda fascia, così per potere assumere in ruolo gli stessi precari che gli anni scorsi sono stati contrattualizzati come supplenti, ma senza limiti di servizio, ad iniziare da quello svolto nel sistema statale o paritario. E, soprattutto, scorrendo le graduatorie di prima e seconda fascia. Non è giusto che per l’ennesima volta i precari italiani non vengono assunti”.

A dirlo, ad Italia Stampa, è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando le difficoltà incontrate pure quest’anno sull’immissione in ruolo dei docenti supplenti, pur avendo a disposizione il record delle cattedre scoperte, e malgrado prima dell’estate si fosse stipulato un importante accordo tra l’Esecutivo e le organizzazioni sindacali proprio per estirpare la supplentite.

Ancora una volta, la questione dell’abuso dei contratti e termine non è stata affrontata e debellata. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “quando si discute sul patto per la scuola non si può dimenticare il personale precario: purtroppo, nel decreto Sostegni bis non è stato data risposta all’altro Patto che era stato stipulato il 20 maggio a Palazzo Chigi tra le Confederazioni sindacali e il Governo. Questo, perché alla fine la montagna ha davvero partorito il topolino: appena 10mila precari sono stati assunti in ruolo con le ultime decisioni prese dal Governo e dai precedenti. In totale, sono 60mila i supplenti immessi in ruolo quest’anno rispetto ai 120mila posti vacanti e disponibili”.

Secondo il sindacalista “è tutto ancora da costruire. L’Unione europea ci dice che dobbiamo assumere nei ruoli 70mila precari entro un anno, se non vogliamo tornare indietro rispetto alle risorse del Pnrr”. Su questo, “Anief ha delle idee chiare e semplici. E le ha sempre portare avanti: il doppio canale come sistema di reclutamento è il tema da affrontare e da portare avanti, per potere così garantire la stabilizzazione dei precari della scuola italiana. E se qualcuno dice: ‘Come è possibile assumere chi non è abilitato?’. Ricordiamo che basterebbe che lo Stato organizzi un percorso abilitante universitario, anche di specializzazione su sostegno, per la conferma nei ruoli”.

In conclusione, per il sindacato “la domanda importante da porsi è invece: per quale motivo allo stesso docente che insegna ai nostri figli da precario, viene poi negato di insegnare come docente di ruolo? Per rispondere” con i fatti “dobbiamo creare le condizioni per stabilizzare i precari che sono stati messi ai margini dallo Stato italiano: è una battaglia che Anief ha fatto da quando è nata e continuerà a fare”, ha concluso il suo presidente nazionale.

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