Patto per la scuola, il governo e i sindacati si impegnano ad aprire confronto sulla mobilità

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Giovedì scorso è stato sottoscritto il Patto per la scuola a Palazzo Chigi. Tra i punti del documento la riduzione del numero degli alunni per classe, la formazione dei docenti, nuove forme di reclutamento.

Governo e sindacati si impegnano, per quanto riguarda la mobilità, ad aprire un confronto per definire la questione dei trasferimenti per il personale scolastico e i dirigenti scolastici.

Patto per l’Istruzione, c’è la firma: stipendi, reclutamento, formazione docenti e ATA, meno alunni per classe. TESTO [PDF] E INTERVISTE

Un primo passo c’è stato con il Decreto Sostegni Bis,l’articolo 58, comma 2- lettera f), sempre al fine di garantire la continuità didattica agli alunni, interviene sul citato vincolo triennale, disponendo quanto segue:

[…] Al fine di tutelare l’interesse degli studenti alla continuità didattica, i docenti possono presentare istanza volontaria di mobilità non prima di tre anni dalla precedente, qualora in tale occasione abbiano ottenuto la titolarità in una qualunque sede della provincia chiesta.

La misura diventi più stringente rispetto alle disposizioni vigenti, in quanto il vincolo si applica non soltanto se si è soddisfatti in una delle preferenze analitiche (scuola) espresse, ma anche se si ottiene il movimento in una qualunque sede della provincia chiesta. La locuzione “qualunque sede” non può riferirsi solo all’istituzione scolastica richiesta analiticamente ma a tutte le preferenze espresse, siano esse analitiche o sintetiche. A sostegno di quanto detto sopra, ricordiamo che nel CCNI mobilità con il termine “sede” ci si riferisce in senso lato alla scuola/comune di titolarità ottenuti dal docente.

Mobilità docenti, il Decreto Sostegni bis introduce un nuovo vincolo di tre anni anche per i docenti in ruolo da tanti anni

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