A un passo dalla “giusta” Riforma

di redazione
ipsef

Il gruppo social “Superamento Immediato del precariato G.A.E. della Scuola” invia il seguente articolo condiviso da tutti gli iscritti, allo scopo di chiarire in modo inequivocabile la propria favorevole posizione rispetto al D.D.L. N. 2994-A presentato dal Ministro dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca (Giannini) di concerto con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione (Madia) e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze (Padoan), con preghiera di pubblicazione e la diffusione.

Il gruppo social “Superamento Immediato del precariato G.A.E. della Scuola” invia il seguente articolo condiviso da tutti gli iscritti, allo scopo di chiarire in modo inequivocabile la propria favorevole posizione rispetto al D.D.L. N. 2994-A presentato dal Ministro dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca (Giannini) di concerto con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione (Madia) e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze (Padoan), con preghiera di pubblicazione e la diffusione.

I gruppi social di riferimento (Facebook e Twitter) sono Movimento Docenti Abilitati #gaeinruolo GAE: Tutti e subito in Ruolo Superamento Immediato del Precariato G.A.E della Scuola Ora Basta!!! #vogliamosapere (La Buona Scuola secondo i Docenti Precari Storici) #HubDocet (Istruzione, Università e Ricerca) #iononsciopero #ballespaziali #labuonascuola

A un passo dalla “giusta” Riforma

Investire sulla conoscenza e sulla cultura rappresenta, soprattutto alla luce di una grave crisi economica per altro ancora in corso, una necessità per qualsiasi Nazione che voglia guardare al futuro. La crescita del capitale fisico di un Paese, di quello convenzionalmente misurato, spiega una parte piccola della crescita del reddito; la ricerca delle migliori spiegazioni in merito testimonia, avvalendosi di un imponente ammontare di prove circostanziali, l'importanza economica del capitale umano, con specifico riferimento all'istruzione.

Nel nostro Paese occorre investire nel capitale umano attraverso accorte politiche dell'istruzione e della formazione che definiscano percorsi migliorativi del Sistema scolastico già oggetto da troppi anni di revisioni parziali e frammentarie, mai inserite in un quadro realmente sistemico all'interno del quale tutte le questioni potessero trovare reciprocità di collegamenti, precludendo quindi il miglioramento continuo dello stesso per essere sempre più efficacemente rispondente alle esigente del tempo e dei territori.

I problemi della scuola italiana sembrano discendere soprattutto dal modus operandi del Sistema di Istruzione e dalla sua interazione con le aspettative di famiglie e studenti. In tal senso, pure considerando le già efficienti realtà scolastiche esistenti si ritiene che esse debbano essere alimentate con un rafforzamento dell'autonomia e dell'accountability delle singole scuole, anche nel governo del personale, intervenendo altresì a sostegno delle scuole più in difficoltà con un programma nazionale articolato su base regionale.

Una efficace riforma dovrebbe esser tesa ad innescare una maggiore qualità del servizio scolastico sulla base di regole certe e stabili che favoriscano anche la valorizzazione del merito, rendendo di fatto compiuta una maggiore autonomia delle istituzioni scolastiche, già sancita dal DPR 275/99, onde far emergere una struttura più differenziata dell'offerta formativa certificata dal Bilancio sociale che ciascuna scuola dovrebbe redigere in ottemperanza ai principi della trasparenza e della buona amministrazione.

Si prende atto, pertanto, che quello in carica è indiscutibilmente il Governo che ricomincia ad investire massivamente sulla scuola, sia in termini politici e sociali, sia per quanto concerne le risorse umane ed economiche, secondo parametri quantitativi mai utilizzati prima.

Per queste ed altre motivazioni si ritiene del tutto soddisfacente il progetto di riforma “La Buona Scuola” del Governo Renzi, nel suo complesso, e se ne sostiene convintamente l'approvazione affinché diventi effettivamente Legge dello Stato entro il 15 / 06 / 2015, essendo fondamentale per l'attuazione e funzionamento a regime immediato della stessa, la stabilizzazione del corpo docente precario inserito a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento (Gae) e nelle graduatorie di merito (Gm), stimato in poco più di 100.701 unità.

Si ribadisce infatti che quanti risultano inseriti nelle suddette Graduatorie sono tutti docenti che hanno superato due differenti tipologie di prove concorsuali in qualità di vincitori, oltre ad aver conseguito nel corso di questi lunghi anni di precariato, aggiornamenti professionali con di titoli di servizio, master e titoli culturali di diversa tipologia.

Una formazione continua sul campo e sostenuta per iniziativa privata sempre e comunque a proprie spese, con grande sacrificio di tempo e con il senso del dovere di chi è responsabile del proprio ruolo anche in vista dell'investimento in quel “futuro” che finalmente la “Buona Scuola” riconosce doverosamente loro.

Con l'attuazione dell'organico dell'autonomia, di pari passo con la progettazione del POF di Istituto (Piano Offerta Formativa), programmato secondo la proposta contenuta nel Ddl su base triennale consentendo una maggiore efficacia ed efficienza di attuazione dello stesso, si potrà letteralmente “smontare” la scellerata riforma Gelmini, che ha innescato la staffetta comportamentale dei ricorrenti a ciclo continuo, ha diffuso un malcontento generalizzato e ha provocato una diffusa gestione del tempo scuola poco efficace congiuntamente ad una mancata valorizzazione degli attori in esso coinvolti.Senza beneficio alcuno per il sistema d'Istruzione, ormai definitivamente al collasso.

La riforma de “La Buona Scuola” inoltre consentirebbe al Dirigente Scolastico, sentito il Collegio Docenti, di progettare il proprio Piano triennale dell'Offerta formativa tenendo conto della realtà territoriale in cui è inserita la Scuola, assecondando così le valenze e le necessità proprie, da portarsi a compimento con l'approvazione finale del Consiglio di Istituto. Il tutto nel rispetto del principio sempre invocato e raramente agito di democrazia partecipativa nei processi decisionali della PA tra cui la scuola è annoverata.

Non è difficile immaginare, ad esempio, la riattivazione dei “moduli” nella Scuola Primaria oppure lo svuotamento delle attuali “classi pollaio” che caratterizzano soprattutto la Scuola Secondaria di II Grado, nonché il ripristino dei quadri orari negli Istituti Tecnici e Professionali, aumentando se necessario il tempo scuola per gli studenti che lo ritengano utile ed opportuno senza vincolo alcuno essendo la dotazione organica sufficiente al fabbisogno di ogni singola Istituzione Scolastica.

Come non vedere un netto miglioramento dell'attuale sistema, ormai vetusto e di gentiliana memoria, corrotto irrimediabilmente da sconsiderate e miopi politiche del “gioco al ribasso” di quanti affermavano convintamente e senza vergogna alcuna che con la “cultura non si mangia”? E' mai possibile avere una tale livello di “corta memoria” in un Paese come l'Italia? E' mai possibile che ad avere voce e a fare “rumore” assordante come al solito siano sempre e solo i detrattori e mai i sostenitori convinti, insinuando nell'opinione pubblica viziosa informazione che si distorce artatamente, in disinformazione? Vasa inania multum strepunt, i vasi vuoti fanno un grande rumore!

A fronte di tale “rumore”, per contro, quanti docenti precari, docenti in ruolo, Dirigenti scolastici e altri rappresentanti del mondo della scuola sono stati ascoltati dai Media per poter ribadire con fermezza le proprie volontà ed esigenza di rinnovamento dell'Istituzione Scolastica, volano di un Paese intero? Lo stesso Ministero, a ben vedere, a seguito di uno sciopero indetto per il 5 Maggio scorso, si è reso disponibile ad incontrare questi detrattori, spesso armati esclusivamente di un'indignazione da bancarella frutto di un tam tam mediatico fatto di volantinaggio sindacale e corporativo mistificatore della realtà, o peggio ancora di insulsi sms diffusi a tappeto per alimentare il fuoco nemico contro una Riforma che nel suo complesso vanta aspetti più positivi che negativi, con alcune spigolature che in corso d'opera si stanno limando con il lavoro apposito della VII Commissione Cultura.

Sta di fatto che nessuno, fino ad oggi, ha dato voce ai tanti che sostengono convintamente tale processo irreversibile di Riforma del Sistema Nazionale di Istruzione e Formazione. Inoltre si intende sottolineare la protesta che proprio non si comprende, quella inscenata dai Docenti in ruolo. Di cosa dovrebbero preoccuparsi? Verrebbe da chiedere a quanti abbiano veramente letto e compreso il DDL, in cosa consista il “super potere”, così da quelli definito, che dovrebbe essere attribuito ai Dirigenti Scolastici di nuova generazione.

Non sono proprio questi Docenti a ribadire più volte che i Dirigenti “fanno ciò che vogliono” nelle rispettive Scuole? Alcuni Dirigenti lavorano sicuramente in maniera impeccabile rispettando i dettami legislativi in materia di dirigenza scolastica. Altri un po' meno ed altri ancora in modo del tutto inappropriato. E ciò accade anche tra i docenti, siamo tanti e non tutti uguali. Con la riforma “La Buona Scuola” questa situazione potrà solo migliorare e a nostro favore perché i Dirigenti, tanto quanto i Docenti, per la prima volta sarebbero soggetti a controlli e a valutazione.

Se finora qualcuno non ha assolto al proprio dovere in maniera appropriata, avendo il suo operato ripercussioni su tutta la comunità scolastica e sull'opinione pubblica rispetto alla categoria, in futuro sarà obbligato a farlo con maggiore compiutezza offrendo prestazioni di qualità via via più elevata. La nostra decisione di non aderire allo sciopero manifestatosi al 5 maggio scorso risiede nelle seguenti considerazioni: il nostro apprezzamento in toto dell'assetto riformatore de “La Buona Scuola” del Governo Renzi, presentato dal Ministro Stefania Giannini; l'interrogativo di quelli che fra noi sono precari storici per lo più da 10/20 anni e di quelli che fra noi sono docenti di ruolo, che come un mantra andiamo ripetendo, sul dove fossero i beneamati sindacati a difesa di tutti e al contempo di nessuno quando le già Ministro Moratti e Gelmini decidevano, in seno ai rispettivi Governi di appartenenza in carica, i drammatici e smisurati tagli alla scuola.

Prendiamo atto anche della manovra contro il Governo Renzi ad opera degli stessi sindacati che esultavano per una manciata d'assunzioni in ruolo di anno in anno, affermando che fosse già quello un grande successo ottenuto grazie alla loro lotta e oggi, a fronte dell'attuale proposta di piano assunzionale di ben 100.000 stipule di contratto a tempo indeterminato di docenti aventi diritto, costituzionalmente garantito, all'immissione nei ruoli della docenza.

In forza di quale argomentazione i sindacati oggi dicono che le suddette 100.000 assunzioni non bastano e propongono, l'estensione di tale opportunità a quanti non ne abbiano né merito né diritto alcuno? Ricordiamo loro alcune norme prodotte dal Legislatore durante gli ultimi venti anni a detrimento della qualità dell'offerta formativa e delle progressioni professionali anche dei docenti precari di ultima generazione: Maestro Unico alla Scuola Primaria; riduzione degli organici dei Docenti di sostegno; decadimento di alcune classi di concorso e tipologie di insegnamenti; il fenomeno delle “classi pollaio” che hanno determinato numerosi esuberi tra gli insegnanti che si sono visti costretti a lavorare su più scuole; dimezzamento numero del personale Ata; tagli dei finanziamenti alle scuole per supplenze, forniture scolastiche ecc.; contrazioni delle scuole che non raggiungevano un certo numero di iscritti con conseguente accorpamento con altre sedi e riduzione del personale; blocco degli scatti di anzianità; blocco rinnovo dei contratti; svalutazione della figura della professionalità Docente, lasciata alla mercé di genitori e alunni irrispettosi di tale ruolo con conseguente resa di quasi tutti gl'insegnanti a situazioni che avrebbero potuto mettere a repentaglio anche la loro vita, oltre che il lavoro, nelle situazioni più a rischio.

A valle di tutte le osservazioni di cui sopra, ci chiediamo: dov'erano i sindacati e i colleghi impegnati oggi a mistificare la realtà affinché il DDL del Governo Renzi venga ritirato? Sicuramente a crogiolarsi seduti alle loro cattedre ben saldamente o a strofinarsi le mani per gli immancabili ricorsi, mentre noi precari eravamo a scioperare e a fare una battaglia contro i mulini a vento, per lo più da soli.

Oggi s'intravede la possibilità di un miglioramento netto che corregge le storture del sistema, note a tutti e stratificatesi negli anni, figlie delle cattive politiche scolastiche esibite, anche a colpi di riforme miopi rispetto all'orizzonte nazionale ed europeo, dai Governi di turno succedutisi nel tempo, mentre quei colleghi e i sindacati scesi nelle piazze si arrogano a nome di tutta la comunità scolastica il diritto di bocciare tali proposte! Noi non ci stiamo!

Argomentiamo le nostre ragioni a favore di una Riforma che a conti fatti la Scuola attende da troppi anni a differenza di ciò che è accaduto nel resto d'Europa o nei Paesi maggiormente sviluppati nei quali la figura Docente ha ben altri reputazione e riconoscimento sociale, cui corrisponde un profilo economico decisamente più alto che in Italia.

Il piano dell'offerta formativa triennale non ci spaventa in quanto non dissimile dall'attuale modello del POF, piuttosto esso rafforza la capacità progettuale a medio e a lungo termine. La nostra professionalità potrà essere finalmente riconosciuta e premiata, o se necessario prima ripensata e poi valorizzata.

A differenza di quanti pensano a questa riforma come un'agevolazione del clientelismo, come se fosse il Dirigente Scolastico ad avere potere di assunzione o di licenziamento a sue spese, noi ricordiamo a quanti amplificano questa enorme #balla spaziale di riflettere sul fatto che è il Ministero competente il datore di lavoro, spettando al Dirigente Scolastico la “gestione unitaria dell'istituzione scolastica”, come normato dal D.Lgs 165/2001.

Il licenziamento di un docente resta materia già normata dalla legge Brunetta e dal CCNL, non è di competenza esclusiva del Dirigente, non essendolo per nulla in caso di licenziamento disciplinare pur restando in capo al Dirigente la responsabilità disciplinare unitamente a quella tipica del profilo, cioè la responsabilità dirigenziale.

Tutti noi siamo ottimisti e guardiamo al futuro con la speranza di chi adesso intravede un futuro stabile finalmente, meritatamente. Mai come ora è necessario appoggiare il cambiamento in materia scolastica con tali intenti riformatori, ad oltranza e senza paura. Riguarda tutti noi come comunità scolastica e civica informata di valori ispirati a cultura, famiglia, territorio, alternanza scuola – lavoro, processo di insegnamento – apprendimento, nuove tecnologie e nuove metodologie di lavoro. Il futuro non aspetta e tantomeno non lo si può “fermare”.

Prima ne prendiamo atto e prima riusciremo a fare di tutto ciò un punto di forza personale e collettivo altamente professionalizzante. Se qualcuno non vuole condividere questo processo costruttivo e critico instaurato da mesi con il Governo, può sempre continuare imperterrito ad alimentare la propria passività, ma non di certo può ostacolare l'altrui futuro, non a nome di tutti. Anche questa è Democrazia.

L'istituzione scolastica, grazie all'intero impianto del Ddl, finalmente porta a compimento quella sussidiarietà già recepita dalla legge costituzionale 3/2001, che muta il rapporto tra Stato e cittadini, rendendola una struttura sussidiaria a disposizione dell'utenza in un virtuoso parternariato tra famiglia, scuola ed istituzioni per la realizzazione di un servizio di istruzione, e formazione a misura di alunno di oggi preparandosi a migliorare le sue prestazioni per l'alunno di domani. Benvenuto futuro.

Firmatari di riferimento all'articolo: A un passo dalla “giusta” Riforma Arianna Baldazzi (Docente Scuola Primaria) – Titti Cimmino (Docente Scuola Secondaria di I Grado ) – Fabio Marcelli (Docente Scuola Secondaria di II Grado) – Maria Rosaria Sernicola (Docente Scuola Secondaria di II Grado ) – Vincenzo Terracino (Docente Scuola Secondaria di II Grado).

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