Un passo avanti nella UE per ottenere libri accessibili ai non vedenti senza pagare i diritti del copyright

di Giulia Boffa
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GB – Un passo avanti è stato fatto per rendere accessibili tutti i libri ai non vedenti, secondo il Trattato di Marrakech, un documento approvato dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (Ompi) a giugno del 2012, che stabilisce che le organizzazioni che rappresentano gli interessi dei non vedenti possano scambiarsi i libri non disponibili sul mercato in versione accessibile senza sottostare alle leggi sul copyright.

GB – Un passo avanti è stato fatto per rendere accessibili tutti i libri ai non vedenti, secondo il Trattato di Marrakech, un documento approvato dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (Ompi) a giugno del 2012, che stabilisce che le organizzazioni che rappresentano gli interessi dei non vedenti possano scambiarsi i libri non disponibili sul mercato in versione accessibile senza sottostare alle leggi sul copyright.

Oggi, i  non vedenti hanno accesso solo ad una piccolissima percentuale di libri stimata fra l’1 e il 5% di quelli presenti sul mercato, e circa duecentocinquanta milioni di persone in tutto il mondo potrebbero avere grandi benefici in termini di occupazione e di istruzione se tutti i libri che vengono pubblicati fossero disponibili in Braille, in formato elettronico e a caratteri ingranditi.

In pratica, il trattato prevede che  se una casa editrice non pubblica un libro in braille, è possibile che una qualunque associazione di non vedenti possa tradurlo in braille senza dover pagare i diritti di copyright; se invece il testo è già pubblicato in braille, i diritti vanno pagati.

Purtroppo il trattato non è stato firmato da tutti i Paesi membri, anche se questo sarebbe negli interessi dell’editoria nazionale, che potrebbe pubblicare più libri in braille senza perdere i diritti d’autore.

Ma per entrare in vigore, il Trattato di Marrakech ha bisogno della ratifica di almeno venti Paesi, ma ovviamente più Paesi firmeranno e ratificheranno l’accordo, più questo avrà efficacia; ma oggi, dicevamo, un passo in avanti c’è stato.

La Commissione Europea ha adottato uno strumento che le permetterà di chiedere la delega ai ventotto Stati membri per firmare il trattato senza dover passare dalle consultazioni nazionali; questo potrebbe portare ad una firma dell’Unione Europea entro ottobre 2014, mese in cui scadrà il mandato dell’attuale esecutivo di Bruxelles. Dopo la firma occorrerà la ratifica da parte dei singoli Stati membri, che si spera possa avvenire per una gran parte di essi nel 2015.

La Commissione ha rassicurato le organizzazioni dei non vedenti sul fatto che non teme che la lotta dei ciechi per libri accessibili rappresenti un pericolo per le leggi europee sul copyright, la cui revisione è prevista nei prossimi anni.

Sarebbe questo  il motivo per cui finora l’UE non aveva sostenuto con più forza la battaglia delle associazioni dei ciechi per ottenere un diritto fondamentale, quale quello alla cultura e all’istruzione, che andrebbe affrontato con maggior sollecitudine.
 

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